Il Centro Stendhaliano, all’interno della Sezione Manoscritti della biblioteca Sormani, conserva due raccolte di notevole interesse: il Fondo Stendhaliano Bucci e la Raccolta Stendhaliana Pincherle, donate entrambe alla biblioteca negli anni Settanta del secolo scorso.

Il Fondo Stendhaliano Bucci è costituito dai beni posseduti da Stendhal, al secolo Marie-Henri Beyle (1783-1842), durante il suo Consolato a Civitavecchia (1831-1842) e lì rimasti a seguito della sua morte. Per un secolo esatto questi beni furono custoditi dalla famiglia Bucci, che aveva ospitato lo scrittore francese in quegli anni; dal 1942, poi, il Fondo subì diverse traversie e passaggi di proprietà finché, nel 1969, Raffaele Mattioli (1895-1973), presidente della Banca Commerciale Italiana, ne trattò l’acquisto per farne dono alla Biblioteca Comunale di Milano.
Il Fondo è composto da:

  • la biblioteca con 987 tra libri, opuscoli e periodici probabilmente appartenuti a Stendhal, per la maggior parte annotati a margine
  • il carteggio con 1267 lettere, in prevalenza di e a Stendhal, Lysimaque Tavernier, Donato e Clodoveo Bucci
  • 248 documenti e manoscritti
  • 158 fascicoli di riviste e ritagli di giornale con articoli dedicati a Stendhal
  • materiale iconografico, oggetti e cimeli

La “Pincherliana”, invece, è la raccolta stendhaliana di Bruno Pincherle (1903-1968), medico pediatra triestino e appassionato studioso stendhaliano. Fu lo stesso Pincherle, per esempio, a curare la prima edizione italiana di Roma, Napoli e Firenze nel 1817 di Stendhal (Bompiani, 1943) e a fare importanti scoperte sui testi stendhaliani sfuggiti fino a quel momento alle ricerche degli studiosi. Il frutto di questa passione fu la sua imponente biblioteca, composta da libri e periodici di interesse e argomento stendhaliani, affiancata da un corpus di lettere e di documenti d’epoca sempre dedicati allo scrittore francese. Il suo percorso di studioso trovò un adeguato sbocco nella raccolta di saggi pubblicati nel volume In compagnia di Stendhal (1967) e poi, uscito postumo, in Piazzetta Stendhal 1, Trieste (1968). Per esaudire le sue ultime volontà testamentarie, il fratello Gino Pincherle (1905-1983) accolse il suggerimento dell’editore Vanni Scheiwiller (1934-1999) di farne dono alla Biblioteca Comunale di Milano, per affiancare il Fondo Bucci (acquisito in quel periodo dal Comune di Milano). Oltre alla biblioteca, (2758 libri e periodici), la Raccolta comprende anche una collezione di autografi, l’archivio stendhaliano di Bruno Pincherle e materiale iconografico.

Le raccolte librarie del Fondo Stendhaliano Bucci e della Raccolta Stendhaliana Pincherle sono presenti nel catalogo generale.
Le postille stendhaliane annotate sui libri della biblioteca del Fondo Bucci sono state digitalizzate e trascritte e puoi consultarle nella biblioteca digitale del Centro Stendhaliano.