Cecilia e le streghe - Biblioteca comunale di Milano, 2020

Il romanzo "Cecilia e le streghe", scritto alla fine degli anni Cinquanta e pubblicato nel 1963, è la prima opera narrativa di Laura Conti. Vinse il Premio Pozzale, attribuito da una giuria di cui facevano parte, tra gli altri, Elio Vittorini e Mario Soldati.

È la cronaca di una morte annunciata, quella della giovane Cecilia, che arriva con la figlia piccola a Milano nella speranza di trovarvi la guarigione. Nelle strade deserte di metà agosto, incontra una donna medico che prende a cuore il suo caso. La vicenda nella quale Laura Conti ha trasposto in forma letteraria un episodio della sua vita di medico, si intreccia coi grandi temi del dolore, della fede, della morte e dell'eutanasia.

«Benché vi sia una trama da noir, che prende le mosse da un misterioso incontro nelle strade deserte di Milano in una sera di mezz'agosto, Cecilia e le streghe è un'opera poetica e, in molte sue descrizioni, un omaggio a Milano, un atto d'amore di Laura alla sua città. E' una Milano della fine degli anni '50, una visione fantastica quasi onirica, nella solitudine delle sere di mezz'agosto» (dalla postfazione di Loredana Lucarini).

Laura Conti (Udine 1921 - Milano 1993) medico, partigiana e militante politica, narratrice, saggista, pioniera dell’ambientalismo scientifico. Arriva da piccola a Milano, che diventa la sua città di adozione. Qui frequenta la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università Statale. Interrompe gli studi per partecipare alla Resistenza. Arrestata, viene deporata nel lager di Gries a Bolzano. Finita la guerra, si specializza in ortopedia e affianca la professione di medico con l’attività politica e l’impegno sociale e culturale che ne fanno una figura di spicco nel panorama milanese e nazionale.
Si avvicina all’ecologia e ai temi della sostenibilità ambientale già nei primi anni '70, rivestendo un ruolo chiave del nascente movimento ambientalista italiano. Nella sua intensa attività professionale e politica trova il tempo di dedicarsi alla scrittura di numerosi saggi e testi di divulgazione scientifica, ma anche di racconti e romanzi. Tra questi ultimi ricordiamo, oltre a "Cecilia e le streghe" (1963), "La condizione sperimentale" (1965) e "Una lepre con la faccia di bambina" (1978) riferito al disastro di Seveso del 1976.

Nel 2007 il suo nome è stato inserito nel Famedio del cimitero monumentale di Milano.

Brunella Gasperini, pseudonimo di Bianca Robecchi (Milano 1918-1979), giornalista e scrittrice italiana.
Collaborò con il Corriere della Sera e diversi periodici Rizzoli all'inizio degli anni cinquanta, distinguendosi immediatamente per una visione moderna e progressista sulle questioni che avrebbero dominato la società italiana negli anni successivi.

Guarda il video di Renata BorgatoTorna a Milano da Leggere