Una donna e altri animali - Biblioteca comunale di Milano, 2020

Un romanzo autobiografico, una sorta di diario che raccoglie episodi della vita quotidiana, ricordi del tempo passato, pensieri e considerazioni di una donna partecipe del suo tempo e impegnata nei dibattiti politici e culturali che l'hanno segnato. Si legge dell’autrice stessa, del suo lavoro, dei numerosi animali che ne popolano la casa, scandendo anche le tappe della sua vita, del “compagno della mia vita” com'è ironicamente definito il marito, dei figli, di amici e conoscenti. Riemergono anche le figure della famiglia d'origine: il padre tollerante e antifascista, la madre libera, la nonna francese, il nonno anarchico, i fratelli partigiani.
Con tono leggero, dominato da una nota comica, il romanzo ritrae anche un'epoca e una generazione, quella vissuta tra la guerra e il Sessantotto, attraversata da grandi eventi come la resistenza contro il fascismo, l'emancipazione delle donne, il ’68 stesso e le battaglie civili degli anni '70.

Camilla Cederna, sua amica d'infanzia, scrisse di lei: «Parlare con le donne, come ha fatto per tanti anni nelle sue rubriche, ha confinato per sempre Brunella nella categoria B. E questo è stato il grave errore della critica ufficiale, la costante amarezza della sua vita; quella critica sussiegosa che, salvo pochissime eccezioni, ha accantona­to il suo libro "Una donna e altri animali", un bestseller neppure apparso nelle classifiche dei giornali, un ritratto di donna di fronte alle intemperie della vita, un misto di ricordi, dolori, amore per il prossimo e per gli animali (ci sono pagine sugli amati cani, sui suoi compagni gatti, degne di Colette), fiorito di un felicissimo lessico familiare, sorretto da quella vena che non l'ha mai abbandonata, cioè l'ironia condita da altrettanta autoironia.»

Brunella Gasperini, pseudonimo di Bianca Robecchi (Milano 1918-1979), giornalista e scrittrice italiana. Collaborò con diversi periodici Rizzoli e e tenne per venticinque anni la rubrica Ditelo a Brunella su Annabella, nella quale si contraddistinse per una visione moderna e progressista, stabilendo un dialogo aperto con i lettori, con le sue lettrici soprattutto. «Brunella - ricorda Camilla Cederna - in pieno regime democristiano, mentre le altre piccole poste parlavano dell’angelo della casa che arrivava con la zuppiera fumante e quel buon profumo che ristabilisce un accordo turbato, mentre le donne in crisi erano dirette verso il porto tranquillo della religione, lei spingeva le donne frustrate, tradite, innamorate di un uomo impossibile, verso la totale autonomia, spiegando che vivere sole non è una maledizione. Parlava del lavoro che dà libertà e della dignità acquistata smettendo di correr dietro al fidanzato o al marito fedifrago. Incoraggiava i giovani ad occuparsi di politica e dalle sua pagine, seppur guardata male dai direttori, fece la sua brava campagna a favore del divorzio. Parlò dell’aborto prima di ogni altra, mai suggerito o consigliato, diceva meglio pensarci e non averlo un figlio non desiderato o di troppo.»

Pubblicò anche diversi romanzi, tra i quali: "L'estate dei bisbigli" (1956), "Io e loro: cronache di un marito" (1959), "Rosso di sera" (1964), "A scuola si muore" (1975), "Grazie lo stesso" (1975) e l'autobiografia "Una donna e altri animali" (1978), tutti editi da Rizzoli.

Brunella Gasperini, pseudonimo di Bianca Robecchi (Milano 1918-1979), giornalista e scrittrice italiana.
Collaborò con il Corriere della Sera e diversi periodici Rizzoli all'inizio degli anni cinquanta, distinguendosi immediatamente per una visione moderna e progressista sulle questioni che avrebbero dominato la società italiana negli anni successivi.

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