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Helgoland
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Rovelli, Carlo <1956- >

Helgoland

Milano : Adelphi, 2020

Abstract: A Helgoland, spoglia isola nel Mare del Nord, luogo adatto alle idee estreme, nel giugno 1925 il ventitreenne Werner Heisenberg ha avviato quella che, secondo non pochi, è stata la più radicale rivoluzione scientifica di ogni tempo: la fisica quantistica. A distanza di quasi un secolo da quei giorni, la teoria dei quanti si è rivelata sempre più gremita di idee sconcertanti e inquietanti (fantasmatiche onde di probabilità, oggetti lontani che sembrano magicamente connessi fra loro, ecc.), ma al tempo stesso capace di innumerevoli conferme sperimentali, che hanno portato a ogni sorta di applicazioni tecnologiche. Si può dire che oggi la nostra comprensione del mondo si regga su tale teoria, tuttora profondamente misteriosa. In questo libro non solo si ricostruisce l'avventurosa e controversa crescita della teoria dei quanti, rendendo evidenti, anche per chi la ignora, i suoi passaggi cruciali, ma la si inserisce in una nuova visione, dove a un mondo fatto di sostanze si sostituisce un mondo fatto di relazioni, che si rispondono fra loro in un inesauribile gioco di specchi. Visione che induce a esplorare, in una prospettiva stupefacente, questioni fondamentali ancora irrisolte, dalla costituzione della natura a quella di noi stessi, che della natura siamo parte.

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Psichedelico è un aggettivo che si incontra più di una volta in questo testo ed effettivamente si viene assorbiti da un’esperienza vorticosa e totalizzante che ci proietta fuori di noi. Non è propriamente una lettura facile ma, in fin dei conti, questo non è un problema. Rovelli ha il dono di una scrittura venata di umorismo, come di solito si riscontra nei buoni, o ottimi, divulgatori anglosassoni e con molto garbo accompagna il lettore lungo un cammino vertiginoso senza mai farlo sentire inadeguato anche se qualcosa, e anche più di qualcosa, sfugge alla sua comprensione. Invita anche a saltare alcune parti se si teme di trovarsi all’interno di percorsi troppo avventurosi e di perdersi in elucubrazioni eccessivamente sottili. In poche parole è simpatico e non spocchioso. Questo tiene inchiodati al testo anche se la comprensione non è totale (è il mio caso). Ho seguito senza difficoltà eccessive la spiegazione dei fenomeni fisici mentre più ostico è risultato per me il discorso sull’integrazione tra mondo fisico e mondo mentale. Quello che mi ha comunque particolarmente gratificato non è tanto la riesumazione di lontanissime e approssimative nozioni liceali, sepolte nei meandri della memoria, quanto la possibilità di riflettere sulle ricadute, o meglio sarebbe dire sull’interazione, delle scoperte della fisica quantistica sulla cultura contemporanea. Per me, che vengo da una formazione umanistica, si sgrana davanti agli occhi tutta una serie di discussioni e di istanze culturali che vertono proprio sull’opposizione realtà/interpretazione e sull’interconnessione (p. es: strutturalismo, decostruzionismo, postmoderno) . Tutto il retroterra culturale del ‘900 – filosofico, letterario, antropologico, artistico - si inquadra coerentemente sulla sfondo ineludibile delle scoperte della fisica quantistica (p. 127: “E pensare che oggi qualcuno vede scienze naturali, scienze umane e letteratura come ambiti impermeabili l’uno all’altro…”) . Davvero entusiasmante per un umanista, che può finalmente sentirsi non un’appendice inutile, quasi un parassita in un mondo dominato da scienza e tecnologia, ma parte integrante di un modo di vedere e di intepretare il mondo che tutti ci riguarda.

E' incredibile come in sole 200 pagine Rovelli riesca a farci fare il giro del mondo fisico e filosofico con cenni ad altri campi del sapere, introducendo ipotesi e letture del mondo assolutamente originali e sorprendenti. Questo libro è un giro in ottovolante per la nostra mente, ricchissimo di spunti e riflessioni sull'Universo e su noi stessi. Confermo la mia opinione su Carlo Rovelli come uno dei migliori scrittori e divulgatori della nostra epoca.
Consigliatissimo, ovviamente.

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