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Come si muore oggi
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Willeford, Charles - Carlotti, Giancarlo

Come si muore oggi

Feltrinelli Editore, 23/05/2019

Abstract: Quando il detective della Squadra Omicidi di Miami Hoke Moseley riceve l'ordine di farsi crescere la barba, non dà grande importanza alla cosa. Ha già troppi casini a casa, con le due figlie teenager e l'ex collega cubana e il suo neonato, soprattutto da quando uno psicopatico, che aveva messo al fresco una decina di anni prima, ha preso in affitto una villetta di fronte alla sua. Ma il suo capo ha un preciso progetto: assegnargli una missione sotto copertura, a molti chilometri di distanza, senza distintivo né pistola e fuori dalla sua giurisdizione. Deve infiltrarsi in un'organizzazione sospettata di sfruttare e assassinare immigrati clandestini in un ranch nelle Everglades, tra umidità soffocante e branchi di alligatori affamati.

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Unica Fine

Titolo profetico, questo dell'autore, che morirà subito dopo la pubblicazione.
Se solo ha vissuto metà delle situazioni del suo sergente Moseley - stando alla sua biografia, direi di sì -, allora è morto senza rimpianti e col sorriso a fior di labbra.

Un aspetto onesto e scanzonato delle sue storie è il modo in cui la quotidianità del protagonista convive con il 'giallo' e il 'nero' che spesso si trova a dover affrontare, senza per questo dover rispecchiare l'eroe senza macchia che molti sognano: come potrebbe esserlo, uno che
"Senza denti e con la barba grigia non rasata sul volto allungato, Hoke sembrava un barbone inselvatichito. Il sole gli strinava la schiena attraverso la camicia lisa, e in quel momento si sentiva assai riconoscente per il cappello di paglia da contadino con la visiera di plastica verde che gli proteggeva la pelata dai raggi diretti. Il sudore gli grondava lungo i fianchi, la camicia era madida e dentro i boxer si sentiva le palle fradice".

Un'altra particolarità dell'autore è quella di saper creare sempre personaggi secondari caricaturali ma non improbabili, "attori" caratteristi a tutti gli effetti. Grazie ai loro piccoli interventi si resta sempre catturati dagli avvenimenti, anche quando manca l'azione a più riprese.

Inoltre Willeford, avendo imparato dalla realtà della vita, non chiude le sue storie. O meglio, le chiude, ma è solo una situazione che sta in coda alle altre, risparmia il lieto (o meno) fine a effetto, la quadratura del cerchio cara a tanti venditori di bestseller.
Come la Morte che l'ha portato via, però questa volta ci ha pensato lei a mettere la parola fine.

Se amate il genere e vi capita, leggete Willeford, qualcosa infilerà nelle vostre scarpe, anche solo per darvi fastidio.

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