Forum » Recensioni

La presa di Macallè
4 1
Camilleri, Andrea

La presa di Macallè

Sellerio Editore, 22/12/2012

Abstract: "La presa di Macallè" è ambientato nella Sicilia del 1935 durante la guerra in Abissinia. Protagonista del romanzo è un bambino violato che viene trasformato dalla martellante propaganda fascista dell'epoca, che tra l'altro "sacralizzava" Mussolini definito "l'uomo della Provvidenza", in un assassino, ma è un assassino innocente perché privato della possibilità di sviluppare la sua autonomia critica.

764 Visite, 1 Messaggi
Utente 35548
139 posts

Della indotta natura di un Figlio della Lupa

I primi anni di un bambino sono importanti perché formativi, un momento irripetibile in cui apprendere le cose della vita senza avere ancora la capacità di distinguere il bene dal male, in cui assorbire come spugna una prima visione del mondo intorno.

Michelino i suoi 6 anni li vive in pieno ventennio fascista, più precisamente durante il periodo della Guerra d'Etiopia 1935-1936.

Mussolini, da gran volpone qual era, sapeva che l'educazione di una giovane mente, o meglio ancora la sua fascistizzazione, attecchisce bene se coltivata sin dall'inizio.
Con la sua "Opera Nazionale Balilla", già dal 1926 si era portato avanti reclutando la gioventù sotto una struttura gerarchica con il compito di educarla fisicamente e moralmente suddividendola per età e sesso sintetizzata in:

- i bambini/bambine dai 6 agli 8 anni: Figli della lupa;
- i ragazzi dagli 8 ai 14 anni erano Balilla, le ragazze Piccole italiane;
- i ragazzi dai 14 ai 18 anni Avanguardisti, le ragazze Giovani italiane.

Insomma, un processo formativo di tutto rispetto per l'indottrinamento fascista, che ha così modo di propagandare costantemente i suoi ideali. Magari un po' meno per un libero pensatore, ma questi ultimi non erano tollerati, piuttosto allontanati, problema risolto.

Ritornando a Michelino, conoscendolo pagina dopo pagina, si intuisce facilmente come già a 6 anni egli rappresenti degnamente non solo la mentalità dell'Uomo fascista, ma anche la sua fisicità, infatti la natura gli ha regalato un pene superdotato, l'aciddruzzo, che gli diventa duro al solo sentir parlare Mussolini, o alla morte di un comunista.

Procedendo per varie e particolari esperienze, normali ai suoi occhi ma non a quelli di chi legge, il bambino solidifica sempre più la sua visione della vita senza rendersi conto di farlo in maniera distorta, privato e stuprato di quella fanciullezza cui avrebbe diritto se non vivesse in quel contesto storico politico.

Il romanzo è scritto in italiano/siciliano alla maniera di Camilleri, se riuscite a superare questo scoglio - basta lasciarlo fluire - troverete una storia cruda, spigolosa e amorale, con un costante e perverso legame con il sesso, da non intendersi però come fine a se stesso ma come trasposizione simbolica di una mentalità a senso unico come quella rappresentata da Michelino.
Coglietene il senso.

Ottima lettura.

Ottima lettura.

  • «
  • 1
  • »

3539 Messaggi in 3173 Discussioni di 328 utenti

Attualmente online: Ci sono 61 utenti online