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La città dei vivi
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Lagioia, Nicola

La città dei vivi

Einaudi, 20/10/2020

Abstract: Nel marzo 2016, in un anonimo appartamento della periferia romana, due ragazzi di buona famiglia di nome Manuel Foffo e Marco Prato seviziano per ore un ragazzo piú giovane, Luca Varani, portandolo a una morte lenta e terribile. È un gesto inspiegabile, inimmaginabile anche per loro pochi giorni prima. La notizia calamita immediatamente l'attenzione, sconvolgendo nel profondo l'opinione pubblica. È la natura del delitto a sollevare le domande piú inquietanti. È un caso di violenza gratuita? Gli assassini sono dei depravati? Dei cocainomani? Dei disperati? Erano davvero consapevoli di ciò che stavano facendo? Qualcuno inizia a descrivere l'omicidio come un caso di possessione. Quel che è certo è che questo gesto enorme, insensato, segna oltre i colpevoli l'intero mondo che li circonda. Nicola Lagioia segue questa storia sin dall'inizio: intervista i protagonisti della vicenda, raccoglie documenti e testimonianze, incontra i genitori di Luca Varani, intrattiene un carteggio con uno dei due colpevoli. Mettersi sulle tracce del delitto significa anche affrontare una discesa nella notte di Roma, una città invivibile eppure traboccante di vita, presa d'assalto da topi e animali selvatici, stravolta dalla corruzione, dalle droghe, ma al tempo stesso capace di far sentire libero chi ci vive come nessun altro posto al mondo. Una città che in quel momento non ha un sindaco, ma ben due papi. Da questa indagine emerge un tempo fatto di aspettative tradite, confusione sessuale, difficoltà nel diventare adulti, disuguaglianze, vuoti di identità e smarrimento. Procedendo per cerchi concentrici, Nicola Lagioia spalanca le porte delle case, interroga i padri e i figli, cercando il punto di rottura a partire dal quale tutto può succedere.

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Cronaca nera e vera

Ricostruzione di un fatto realmente avvenuto nel 2016, nella periferia Romana, che vede coinvolti tre giovani: due assassini, Manuel e Marco, e una vittima, Luca, seviziato e ucciso senza ragione.

Ne sapevo poco della vicenda, a suo tempo non l'avevo seguita attraverso i vari mezzi di comunicazione.
Meglio così perché, non so come altro dire, leggendo il libro mi sono sentito, seppur privo di morbosità - a onor del vero, fortunatamente anche Lagioia non insiste su questo aspetto -, un guardone che osserva per proprio diletto una tragedia in casa d'altri senza averne il diritto. Per giunta una tragedia priva di motivo.

Inizialmente avevo messo una valutazione di 3 stelle, ma poi mi sono chiesto Ma Cosa sto valutando? Il libro o il fatto di cronaca che racconta?
Non sono riuscito a scindere le due cose, scusate.

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