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L'assassino che è in me
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Thompson, Jim <1906-1977>

L'assassino che è in me

Roma : Fanucci, 2003

Abstract: Lou Ford è il vicesceriffo di una piccola città del Texas. La cosa peggiore che si può dire di lui è che è un po’ noioso, un po’ troppo lento, a volte saccente. Ma nessuno immagina il suo male nascosto, quella malattia che lo ha quasi rovinato quando era giovane. E quel male è di nuovo sul punto di tornare in superficie, irrefrenabile e violento. Perché la vita non ha niente da dare agli uomini come Lou, se non brevi momenti di feroce energia sempre raggelati dall’oceano nero del destino. Se il buon Dio ha commesso un errore, con noi esseri umani, è quello di farci desiderare di vivere anche quando abbiamo ben poche scuse per farlo... Pubblicato originariamente nel 1952, L’assassino che è in me è stato incluso dalla prestigiosa Library of America nel volume dedicato al noir americano degli anni Cinquanta, insieme a opere di Patricia Highsmith e di David Goodis, ed è considerato uno dei piú travolgenti e coraggiosi romanzi noir mai scritti. Narrato dal punto di vista di un personaggio in apparenza normale ma intimamente violento e sanguinario, il romanzo esplora l’inferno privato di uno psicopatico attraverso una narrazione audace e innovativa. Dopo averlo letto nel 1955, Stanley Kubrick assume Thompson come sceneggiatore, e con lui scriverà due film: Rapina a mano armata e, due anni piú tardi, Orizzonti di gloria. L’assassino che è in me è un testo centrale dell’opera di Jim Thompson, e il romanzo che ha sancito il culto noir dello scrittore americano.

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Lucida Follia

2021: ****
dopo 10 anni ho voluto rileggere il romanzo perché mi suonava strana la prima valutazione di 3 stelle per un titolo ritenuto tra i suoi apici, considerando che l'autore, nel suo genere, è in cima alle mie preferenze.

Immagino allora non fossi pronto per Thompson, sicuramente non come oggi. In questo lasso di tempo ho letto molte altre sue storie, ho capito che Jim è sempre capace di irretirmi nella sua rete di pessimismo disperato, marchiato a fuoco sulla pelle dei suoi protagonisti, anche nelle opere considerate minori. Che per quanto mi riguarda apprezzo più di quelle maggiori di altri suoi colleghi.
Qual senso di calma (apparente) che Thompson posa ovunque, in contrasto con quello che poi realmente accade, su di me ha un fascino al quale non so e non voglio resistere. Mai. Perché mi fido.

Questa de L'assassino è una storia tutta nella mente dello sceriffo Lou Ford, uomo diviso tra la routine di una vita di provincia texana e la pulsione omicida e lucida della sua 'malattia'.
In mezzo ci siamo noi.

Colpo di spugna resta ancora al mio primo posto.

2011: ***
Niente da dire sull'autore, ha costruito una storia di lucida follia con pochi tratti.

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