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Trilogia sporca dell'Avana
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Gutiérrez, Pedro Juan

Trilogia sporca dell'Avana

Roma : E/O, 2006

Abstract: Il protagonista, Pedro Juan, attraversa gli anni della storia recente di Cuba, gli anni Novanta, quelli della sua crisi peggiore, che si incrocia e si fonde con la personale crisi dell'autore: il suo licenziamento da giornalista, il fallimento matrimoniale, la solitudine, la caduta rovinosa nella miseria e nella marginalità. Questa prospettiva più ampia illumina in modo nuovo le disavventure picaresche di Pedro Juan, le sue leggendarie gesta erotiche, la sua perenne caccia al rum, alla marijuana, a qualsiasi cosa permetta di sopravvivere e di provare piacere nel contesto della miseria di un paese povero. In una Cuba fatta di carne, suoni e odori, terra d'umanità precaria, è la fisicità dei corpi e il sudore degli amplessi a scandire il tempo di un romanzo in cui le maratone di sesso lasciano ben presto il posto a brucianti riflessioni sulla vita, l'arte e la condizione umana.

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Sopravvivere in quel di Cuba

Se non si ha un cazzo da fare, la vita risulta meno complicata di quel che sembra. O forse si sceglie di non fare un cazzo per non complicarsi la vita.

Pedro Juan sbarca il lunario con espedienti alla giornata per arrivare a sera e poi ricominciare tutto daccapo. Nel mezzo, un po' di poesia/bevute/sesso/discorsi/riflessioni/situazioni occasionali, il tutto affrontato con la nonchalance di un uomo che non ha nulla da dimostrare, né tantomeno gli interessa.

Giudizio limitato a 'Senza un cazzo da fare', primo della trilogia.

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