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La testa perduta di Damasceno Monteiro
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Tabucchi, Antonio

La testa perduta di Damasceno Monteiro

Milano : Feltrinelli, 1997

Abstract: Un truce fatto di sangue. L'inviato di un giornale popolare di nome Firmino. Un avvocato anarchico e metafisico, ossessionato dalla Norma Base, che assomiglia a Charles Laughton. L'antica e affascinante città di Oporto. Un romanzo che sotto le apparenze di un'inchiesta costituisce una riflessione sull'abuso e sulla giustizia.

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Il potere del Potere

La prima parte di questa storia è riuscita subito ad attirarmi. Seppur meno originale ma più diretta rispetto alla seconda (ma ancora non lo sapevo), ha una sorta di intimità di scrittura che infonde tranquillità e crea empatia, soprattutto con uno dei suoi protagonisti, Firmino, il giornalista incaricato di scovare notizie su una decapitazione avvenuta in quel di Oporto.

L'altra protagonista, invece, quella che mi è sfuggita, è la storia stessa, compresa quella con la S maiuscola, che viene trattata nella seconda parte con l'ingresso di un personaggio bizzarro a nome Loton, avvocato di grande cultura che argomenta a suon di diritto e filosofia ma che sposta l'equilibrio narrativo su un piano più intellettuale.

Ed è qui che ho cominciato a zoppicare nel seguire la vicenda, a sottovalutarne l'intento, con conseguente calo di interesse proprio quando Tabucchi invece voleva molto probabilmente cominciare a stimolarmi.

Ci siamo trovati a metà strada, dunque, io e Tabucchi.

Il romanzo è ispirato a un fatto realmente accaduto nel 1996 a Lisbona, bastano poche righe dell'accaduto ("La Stampa" del '97) per capire che l'indossare una divisa non è necessariamente sinonimo di rispettabilità.

"LISBONA - Il tribunale criminale di Lisbona ha condannato ieri a diciassette anni di carcere Fernando Santos, il sergente della Guardia nazionale repubblicana portoghese che nel maggio 1996 uccise e decapitò un giovane detenuto, ispirando l' ultimo romanzo di Antonio Tabucchi 'La testa perduta di Damasceno Monteiro'.
Il 7 maggio 1996 Carlos Rosa, un tossicodipendente di 25 anni, era stato arrestato da Santos e altri agenti nel quartiere popolare di Portola de Sacaven, vicino all' aeroporto della capitale, in relazione ad un piccolo furto.
La famiglia sporse denuncia di scomparsa il 18 maggio, e due giorni dopo i resti furono trovati in un boschetto della zona. L' inchiesta aperta immediatamente portò all' arresto di Santos e dei complici il 22 settembre scorso. Santos è stato riconosciuto colpevole di omicidio, corruzione e occultamento e profanazione di cadavere.
Poiché si rifiutava di confessare, venne freddato da Santos con un colpo alla testa. Con l' aiuto dei colleghi, Santos decapitò il cadavere, lo tagliò a pezzi e lo nascose.
"

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