Forum » Recensioni

Il prefetto di ferro
4 1
Petacco, Arrigo

Il prefetto di ferro

Milano : Oscar Mondadori, 2004

Abstract: In questo libro Arrigo Petacco ci racconta la verità sulle gesta quasi leggendarie del prefetto Cesare Mori, incorruttibile funzionario piemontese inviato dal governo fascista in Sicilia per debellare la mafia. La sua azione energica permise di distruggere quasi interamente la struttura di base della malavita organizzata siciliana e offrì a Mussolini un argomento per la sua propaganda. Ma quando Mori iniziò a diventare troppo famoso e soprattutto a indagare troppo in alto, venne messo da parte, e le tracce del suo lavoro accuratamente eliminate. Quella del prefetto di ferro è una storia tipicamente italiana, incentrata su un personaggio prima mitizzato poi dimenticato, che Petacco restituisce finalmente alla sua verità storica.

553 Visite, 1 Messaggi
Utente 35548
139 posts

Un fascista non fascista (per fortuna)

Personaggio molto ambizioso, Cesare Mori, caparbiamente e coraggiosamente dedito al compito in difesa delle istituzioni e dello Stato - sia da funzionario di polizia prima che da questore poi, e infine da prefetto -, la cui applicazione inflessibile della Legge non guardava in faccia nessuno, nemmeno al colore politico, e per questo inviso a molti, compreso lo squadrismo fascista a cui Mori si oppose.
Questa sua ambizione, umanizzata dalle ragioni di una certa difficoltà familiare, non lo rende camaleontico come altri uomini 'potenti' - ad esempio il suo futuro capo e capo di tutta l'Italia, A Noi! -, ma piuttosto lo fortifica nel raggiungimento dell'obiettivo lavorativo che di volta in volta si prefigge; i suoi metodi vengono ritenuti poco ortodossi e contestabili ma certamente (molto) efficaci in quanto a risultati.

Un uomo integerrimo sotto molti punti di vista, il prefetto Mori, e sarà questa sua qualità a farlo reclutare nel 1924 da Mussolini, che lo invia in Sicilia, a Trapani, a contrastare il fenomeno della mafia. Qui fa un lavoro esemplare e verso la fine del 1925 viene spostato a Palermo con pieni poteri da parte dello stesso Mussolini, che gli scrive:
Vostra Eccellenza ha carta bianca, l'autorità dello Stato deve essere assolutamente, ripeto assolutamente, ristabilita in Sicilia. Se le leggi attualmente in vigore la ostacoleranno, non costituirà problema, noi faremo nuove leggi.

Per quatto anni sferrerà un durissimo attacco alla mafia e alle sue relazioni, piegandola con notevoli risultati, ma nel far questo, proprio in virtù della sua vocazione a non guardare in faccia nessuno, si inimicherà personaggi politici che avranno un certo peso nel suo 'pensionamento per anzianità di servizio'. Un brutto colpo per il prefetto, la cui fama in quegli anni è paragonabile a quella del Benito nazionale, a cui probabilmente non risulta gradito un 'rivale' così carismatico e irrispettoso nei riguardi delle convivenze e convenienze politiche.

Mori continuerà a occuparsi di mafia anche da senatore, ma non avendo più poteri e sempre più isolato, la sua sarà un'opera da reietto.
Muore nel 1942.

Arrigo Petacco riporta in vita con serietà questa figura epica e drammatica al tempo stesso in una lettura coinvolgente.

  • «
  • 1
  • »

3585 Messaggi in 3212 Discussioni di 337 utenti

Attualmente online: Ci sono 2 utenti online