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Resto qui
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Balzano, Marco

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Torino : Einaudi, 2018

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In molti hanno presente l'immagine del campanile che emerge dalle acque del lago di Resia in provincia di Bolzano, in pochi ne conoscono la storia. La racconta Marco Balzano in questo libro, che intreccia i contenuti storici a quelli psicologici della protagonista, che non avrebbe mai voluto lasciare la sua terra, la sua vita a Curon, il paese sommerso senza pietà dalla diga della Montecatini.

Utente 10581
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Un pezzo di storia che, se non fosse stata raccontata, sarebbe rimasta sconosciuta.
Sotto forma di lettera scritta alla figlia, la protagonista racconta la sua storia che si intreccia con la Storia. Si prova rabbia oggi nel leggere quello che hanno subito gli abitanti di questo paesino al confine tra l'Austria e la Svizzera. Prima i fascisti che li hanno obbligati a parlare italiano, loro che invece parlavano il tedesco; poi lo Stato che li ha espropriati dalle loro case in nome della costruzione di una diga che avrebbe creato energia elettrica. Il paese è stato distrutto e ricostruito un po' più distante da quello storico. Alla fine rimane molta amarezza per queste persone che hanno lottato fino alla fine per vedere garantiti i loro diritti. Diritti che invece sono stati calpestati.
Curton oggi è diventato meta di turismo. In tanti si fanno la foto con alle spalle il campanile sommerso per metà dall'acqua, ma come scrive molto bene l'autore del libro “Si scattano le foto con il campanile della chiesa alle spalle e fanno tutti lo stesso sorriso deficiente. Come se sotto l'acqua non ci fossero le radici dei vecchi larici, le fondamenta delle nostre case, la piazza dove ci radunavamo. Come se la storia non fosse esistita”.

Triste, molto triste ma altrettanto bello, molto bello da leggere. Sembra quasi un romanzo storico che esplode il senso crudo della sofferenza dei contadini di quella disgraziata valle durante la guerra e gli espropri. Ti lascia con l'amaro in bocca di cio' che troppo spesso viene fatto grazie all'inedia delle persone o semplicemente alla non contrattabilita' delle stesse, in un gioco piu' grande di loro . E ti fa sentire un ebete, come quel sorriso che ti appiccichi quando ti fai il selfie con il campanile di sfondo.

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