Forum » Recensioni

Euforia
0 1
King, Lily

Euforia

Milano : Adelphi, 2016

Abstract: I protagonisti di questo libro sono, con nomi diversi, tre personaggi fuori scala dell'antropologia novecentesca: Margaret Mead, Leo Fortune e Gregory Bateson. La scenografia sono le misere capanne dei tre sulle sponde del fiume Sepik, a Papua, quel mondo separato di acque rosa e cieli verdi che ancora oggi non compare sui nostri gps, e che negli anni Trenta era, molto semplicemente, l'Ignoto. L'azione coincide col lavoro sul campo del trio, in ciò che aveva di lievemente comico (la corsa ad accaparrarsi la tribù più esotica, o più interessante da studiare) e in ciò che conteneva, invece, di esaltante (la nascita, dal vivo, di molte delle idee che continuiamo a usare, nel tentativo di conoscere ciò che è altro da noi). E la corrente sotterranea che a poco a poco innalza la temperatura di quella prossimità concitata e febbrile è, come in fondo non si poteva prevedere, una grande e lacerante passione amorosa.

424 Visite, 1 Messaggi
Utente 4617
34 posts

Un'occasione mancata
L’idea è buona e originale, ma il risultato è complessivamente deludente. Molto interessante l’approccio alla ricerca etno-antropologica e la ricostruzione, molto libera, o meglio l’invenzione, di un capitolo della vita di Margaret Mead (qui in azione sotto altro nome) e del suo entourage scientifico-sentimentale. Particolarmente riuscita la descrizione dei diversi approcci scientifici degli attori del triangolo: lei, americana, estroversa, emotivamente coinvolta e coinvolgente, piena di immaginazione e di entusiasmo, lavoratrice infaticabile; il marito, australiano, alquanto rozzo intellettualmente e non, più uomo ‘del fare’ che ‘del pensare’ tendenzialmente violento e incapace di controllare l’invidia per il successo della moglie; l’altro, inglese, metodologicamente rigoroso, forse il più maturo scientificamente dei tre, ma pieno di dubbi e di interrogativi e in grado di dare il meglio di sé solo a contatto con partners intellettualmente stimolanti. Perché allora la delusione? Perché a dispetto della buona partenza e dell’interesse per l’argomento, la narrazione è tirata inutilmente per le lunghe e finisce per far annegare il lettore in un mare di noia nonostante il finale che si vorrebbe a sorpresa. Un bravo editor avrebbe alleggerito il racconto di molte pagine e questo avrebbe reso la lettura molto più accattivante. Devo dire, peraltro, che almeno il titolo è molto azzeccato. L’euforia è infatti quella che ben conosce chi si dedica alla ricerca, sul campo e non. Ci sono infatti i momenti di incertezza sulla strada da prendere, i tentativi frustrati, le delusioni, i momenti di totale scoramento e poi, quando si trova, o si crede di aver trovato, il bandolo della matassa gli attimi di vera e propria euforia.

  • «
  • 1
  • »

3538 Messaggi in 3172 Discussioni di 328 utenti

Attualmente online: Ci sono 64 utenti online