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Francesca. Storia di un amore in tempo di guerra
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Cavallaro, Felice

Francesca. Storia di un amore in tempo di guerra

Solferino, 21/04/2022

Abstract: Ci sono l'amore e l'intesa. L'impegno e il sacrificio in un Paese in tempo di guerra. Ci sono gli amici e i nemici, le battaglie e i processi, la vita quotidiana e una parte importante della nostra storia, interrotta improvvisamente quel tragico giorno di maggio del 1992, oscurato dalla strage di Capaci.Al centro della scena è una donna, Francesca Morvillo, insieme all'uomo cui ha scelto di stare accanto fino all'ultimo, consapevole del pericolo: Giovanni Falcone. Le loro vite si intrecciano nella stagione più difficile del conflitto tra lo Stato e Cosa Nostra. Francesca è figlia, sorella, moglie di giudici e magistrato a sua volta. Giovanni lancia la sfida più ambiziosa alla mafia insieme ai giudici del Pool.Felice Cavallaro ne rievoca in queste pagine i caratteri e la complicità, la forza e le debolezze. E ripercorre come in un romanzo le tappe della loro vita, dall'adolescenza al primo matrimonio di lei, dal loro incontro agli anni più felici, dal comune impegno civile alla diffidenza dei colleghi, dall'esilio forzato all'Asinara con il giudice Paolo Borsellino e sua moglie Agnese all'attentato scongiurato nella villa dell'Addaura. Fino agli intrighi più odiosi. Sullo sfondo uno Stato assente, distratto, forse anche colluso. Poi le polemiche per il trasferimento di Falcone a Roma e quel rientro a Palermo per una vacanza che non faranno mai. Dopo l'esplosione a Capaci Francesca sembra ancora in vita. I suoi occhi si aprono per l'ultimo istante. Il tempo di sussurrare poche parole: "Dov'è Giovanni?".

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Tempo fa, durante un’intervista a Roberto Saviano, alla domanda: “com’è l’amore” lui rispose: “difficilissimo perché sai che la porti nel tuo inferno”. Sbagliato, pensai io. Casomai lei dovrebbe essere un pezzo di paradiso nel tuo inferno!
E’ questo che ho pensato leggendo questo libro. Da una parte Giovanni Falcone, personaggio scomodo, criticato, osteggiato, e chi più ne ha, più ne metta, dall’altra Francesca, donna coraggiosa, sempre a fianco del suo uomo, nonostante tutto, sempre pronta ad una parola di conforto oppure ad esternare i suoi dubbi e le sue perplessità.
Si fa presto a dire “col senno di poi”… leggendo questo libro mi chiedo se veramente, col senno di poi, ci si sarebbe comportati nello stesso modo.
Questo libro non solo è un omaggio a Francesca, ma a tutte quelle donne che sono state vicino a persone uccise dalla mafia. Sì, perché è questo che pensa sempre Francesca, alle donne vedove, a portare loro un abbraccio, a condividere, con loro, il dolore!
“Sono queste pietre sepolcrali, attraversate dai palermitani senza vederle, ad agitare l’animo di Francesca che, se non avesse la madre a braccetto, lì, a due passi dalla chiesa di San Michele, urlerebbe una latro “Nooooooooo”, come per Costa, Basile, Montana, Cassarà, Antioca, Mondo, Agostino e altri dieci, cento, morti incolpevoli. E’ come se sentisse la sua voce echeggiare, ascoltata compiangendo se stessa e tutte le donne offese in questa bolgia di dolore: “ Vago per gli angoli maledetti di un camposanto chiamato Palermo, segnato da chiazze rosse a memoria di una guerra che non finisce, puntellando l’infanzia di tre, quattro generazioni di siciliani. Ragazzi cresciuti guardando in faccia la violenza, ora respingendola e facendone motivo di impegno, ora abituandosi, adattandosi come capita a tanti orbi, incapace di vedere le lapidi e lo stillicidio di una catena di morte abbattutasi su giudici, uomini politici, giornalisti, sacerdoti, donne, bambini. La lista della nostra vergogna...”

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