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Maus
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Spiegelman, Art - Spiegelman, Art

Maus

Torino : Einaudi, [2010]

Abstract: La storia di una famiglia ebraica tra gli anni del dopoguerra e il presente, fra la Germania nazista e gli Stati Uniti. Un padre, scampato all'Olocausto, una madre che non c'è più da troppo tempo e un figlio che fa il cartoonist e cerca di trovare un ponte che lo leghi alla vicenda indicibile del padre e gli permetta di ristabilire un rapporto con il genitore anziano. Una storia familiare sullo sfondo della più immane tragedia del Novecento. Raccontato nella forma del fumetto dove gli ebrei sono topi e i nazisti gatti.

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SARA MANINI
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È sempre difficile dire "bello" a un libro sull'olocausto, ed è forse superfluo usare aggettivi come "struggente" o "devastante". In realtà la cosa che mi ha colpito di più di questo libro è il filtro realistico che ci ha messo l'autore, è il punto di vista di una seconda generazione di sopravvissuti, sincero e schietto. Secondo me questo libro fa tanto riflettere su quale sia la responsabilità e la possibilità di chi ha quell'eredità sulle spalle. Uno dei passaggi più belli, per me, è stato quello in cui il protagonista va dal suo terapeuta e comprende la contraddizione di pensieri che l'evento dell'Olocausto gli porta. Che è un sentimento che può esistere il qualsiasi evento traumatico verso persone innocenti. Per chi non lo vive, il "sentirsi in colpa" è una realtà, per chi convive con una persona sopravvissuta permettersi di provare sentimenti negativi per quella persona è inconcepibile, ma la compassione non deriva da questo persiero, che accomuna i sopravvissuti ai vincitori e i morti ai perdenti. Un libro che dovrebbero leggere tutti

Spunti di riflessione del Gruppo di lettura 'del giovedì - Biblioteca Parco Sempione

Parte della discussione del gruppo di lettura -fatto di lettrici e lettori perlopiù non soliti leggere fumetti- è stata proprio dedicata al genere graphic novel, che ha rappresentato per tanti una gradita scoperta. "Come si legge un fumetto?" è stata la domanda più emblematica, e per nulla scontata. Perché Maus è un fumetto di cui ben si segue la trama anche solo leggendo il testo nelle nuvole, salvo poi rimanere così colpiti dal disegno, potente ed essenziale, da tornare indietro a riguardare. A leggere si impara, e anche la sintesi di immagine e testo, con la sua ricchezza, è un linguaggio a cui ci si abitua leggendolo.
Il disegno di Spiegelman, "nero come l'ombra e quindi diventato luce", riesce poi nell'impresa di dare voce all'unicità di ciascuna persona, difetti e manie compresi, raccontandola senza scadere nella tipizzazione, rischio in cui poteva incorrere vista la scelta di rappresentare gli uomini in veste animale. Lo stesso racconto storico è potente, sia ovviamente nella parte biografica (la vicenda del padre deportato) sia in quella autobiografica (il suo travaglio di figlio di sopravvissuti e di scrittore dello sterminio): "sono tutte cose che si sanno già, ma è come se le si leggesse per la prima volta".
Del resto il lavoro di documentazione dell'Autore è stato vasto, lui stesso racconta la realizzazione della sua opera in MetaMaus (https://milano.biblioteche.it/opac/detail/view/mi:catalog:774687), che è stato consigliato in quanto interessante complemento alla lettura del fumetto.

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