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Gli anni
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Ernaux, Annie

Gli anni

Roma : L'orma, 2015 (, stampa 2016)

Abstract: Come accade che il tempo che abbiamo vissuto diviene la nostra vita? È questo il nodo affrontato da Gli anni, romanzo autobiografico e al contempo cronaca collettiva del nostro mondo dal dopoguerra a oggi, nodo sciolto in un canto indissolubile attraverso la fusione della voce individuale con il coro della Storia. Annie Ernaux convoca la Liberazione, l'Algeria, la maternità, de Gaulle, il '68, l'emancipazione femminile, Mitterrand; e ancora l'avanzata della merce, le tentazioni del conformismo, l'avvento di internet, l'undici settembre, la riscoperta del desiderio. Scandita dalla descrizione di fotografie e pranzi dei giorni di festa, questa autobiografia impersonale immerge anche la nostra esistenza nel flusso di un'inedita pratica della memoria che, spronata da una lingua tersa e affilatissima, riesce nel prodigio di salvare la storia di generazioni coniugando vita e morte nella luce abbagliante della bellezza del mondo.

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Sono arrivata a questo libro, grazie al conferimento alla scrittrice del Premio Nobel 2022 per la letteratura.
Un’autrice che non conoscevo e che proprio per questo ho deciso di leggere.
Però per capire quale romanzo scegliere (da dove partire), ho fatto una piccola ricerca in rete leggendo recensioni e articoli.
E così sono arrivata a questo libro, “Gli anni”.
Una “autobiografia impersonale”, viene definita nel risvolto di copertina.
Ed in effetti è così (non che mettessi in discussione questa definizione): attraverso la narrazione di fotografie che scandiscono il tempo, l’autrice ricorda e ripercorre la sua storia, quella della Francia ma anche la nostra in senso ampio (come società occidentale).
Una narrazione totalmente nuova per me.
Che se all’inizio faticavo a “sentire”, poi mi ha catturato.
Portandomi attraverso la vita dell’autrice e del (suo) vissuto sociale e politico.
Chiudendo con una serie di immagini alcune delle quali faticherò a dimenticare.
Per la loro intensità e perché mi ha ricordato quei “fermo immagine” che restano nella memoria come pietre miliari della nostra vita e delle vicende che attraversiamo.
Intenso e sommesso.
Discreto e denso.

Utente 71618
57 posts

“Gli anni “ è un libro difficile: non ha trama ne’ personaggi distinguibili. È la cronaca, l’analisi socio-politica dal secondo dopoguerra agli anni ‘80. La descrizione si espande da una serie consecutiva di foto autobiografiche, al movimento della intera generazione francese, ai coevi avvenimenti del mondo.
È proprio la descrizione minuziosa, con riferimenti particolarissimi alla realtà nazionale ( trasmissioni televisive e radiofoniche, modi di dire, usi e costumi, politica e cronaca ), che sfuggono al lettore non così ben informato , apportando un filo di tedio.
La lettura richiede attenzione e pazienza per la lentezza, dovuta sopratutto alla presenza di lunghe liste di oggetti, per esempio, alla pagina 96: “ …Si scopriva il cibo crudo e flambé, la bistecca alla tartara e il filetto al pepe, le spezie e il Ketchup, il pesce impanato e il purè liofilizzato, i piselli surgelati, i cuori di palma,il dopobarba, il bagnoschiuma Obao nella vasca e il cibo per cani Canigou….Le giovani coppiette si compravano la raffinatezza grazie a una caffettiera Hellem, l’Eau Sauvage di Dior, una radio a modulazione di frequenza, uno stereo hi-fi, dei tendaggi veneziani e la tappezzeria di iuta alle pareti, un soggiorno in Teak, un materasso Dunlopillo, un secretaire o uno scrittoio…”
Alla fine viene realizzato l’intento della autrice perché questo libro è una straordinaria espressione di virtuosa abilità letteraria per “Salvare qualcosa del tempo in cui non saremo mai piu.”

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