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Fiume sacro
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Bruni, Gianluigi

Fiume sacro

Rubbettino Editore, 12/09/2022

Abstract: Il "Chico Mendes" è un postaccio, alla periferia estrema della città. Il luogo dove si incrociano i destini di esistenze a perdere. Vi si ritrovano una ex detective sfregiata che consuma le sue giornate fra una bevuta e l'altra; una transessuale tenera e sgomenta con il fisico di un lottatore; una femme fatale bipolare ossessionata da un terribile, misterioso pericolo; due strozzini ebefrenici tanto stupidi quanto crudeli.Manca Lui, il francese, il visionario pazzo che ha rubato un mucchio di soldi per costruire da qualche parte lungo il fiume una comune di reietti: a fondamento, nella sua follia, di un'umanità rigenerata. Si tratta di trovarlo, recuperare i soldi, salvarsi la vita.Inizia così un'avventura controcorrente, a bordo di una barca malandata su per quel fiume lussureggiante e putrido, dall'aspetto talvolta amichevole, spesso feroce.Con crudo realismo e un ritmo incessante il racconto si addentra in un paesaggio fitto di ombre, negli anfratti più bui della civiltà. Nei pozzi più profondi della coscienza umana. Un viaggio al termine dell'orrore che forse, per qualcuno, sarà l'inizio di una nuova vita.

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Una strana compagnia al limite del comico, un'assurda avventura su una barca che sta insieme per grazia ricevuta lungo un fiume putrescente: in questo romanzo, scritto benissimo e ricco di particolari, non so se la vicenda sia reale o un paradosso della nostra vita in contraddizione con qualsiasi logica.
La voce narrante è quella di Virginia, una ex detective dal viso tremendamente deturpato da una cicatrice, che vive di alcool.
Accanto a lei sulla barca ci saranno il suo esatto opposto, cioè Bruna, donna bellissima; Eleuteria, gigantesca transessuale sudamericana; 2 fratelli, Rinaldo ed Astolfo, non completamente "centrati".
Per recuperare la somma data in prestito all'allora fidanzato di Bruna - Arnaud - la maleassortita combriccola parte con il Pampero (la barca di Virginia) per cercare il francese, che effettivamente ha rubato i soldi per coronare il suo sogno di creare una comune in cui possano rifugiarsi tutti i reietti della nostra società.
L'avventura - di cui non svelo il finale - ha dell'incredibile ed è piacevolissima da seguire; l'autore approfondisce tutti i caratteri dei personaggi e me li ha resi reali nella completa assurdità della situazione - bravissimo!

"Lei era quella da evitare. Andare con lei significava essere degradati, entrare a far parte della tribù degli ultimi, quelli con cui non bisogna mai farsi vedere per non essere confusi con loro. Esistono gerarchie non scritte ma precise e vincolanti fra i disgraziati, questo io l'ho capito presto. Un disgraziato non va mai con chi sta peggio di lui, si sentirebbe sminuito; piuttosto cerca di frequentare quelli che gli sembrano superiori.
Ci sono molti più snob fra i mendicanti e gli ubriaconi del mio quartiere che fra i soci del Rotary e del Circolo della Caccia. E io non sono meglio di loro".

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