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Valzer con Bashir
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Folman, Ari - Folman, Ari - Polonsky, David - Polonsky, David

Valzer con Bashir

Milano : Rizzoli ; [Roma] : Lizard, 2009

Abstract: Beirut, 14 settembre 1982: il comandante capo delle Forze Libanesi Gemayel Bashir perde la vita in un attentato a opera di gruppi terroristi palestinesi. Due giorni dopo, i campi profughi di Sabra e Chatila vengono presi d'assalto dai più fanatici seguaci di Bashir, i falangisti cristiani, che vendicano la morte del proprio idolo trucidando centinaia di inermi palestinesi, tra cui donne, vecchi, bambini. Ari Folman è un giovanissimo soldato dell'esercito israeliano, e il suo posto è tra i cerchi concentrici di militari che circondano il luogo della carneficina. Forse i razzi che hanno illuminato a giorno la ferocia dei falangisti sono partiti anche dalla sua postazione, ma lui non sa dirlo: vent'anni dopo nella sua testa non è rimasto un solo ricordo, né della notte del massacro, né dei combattimenti che l'hanno preceduta. Sarà l'incubo ricorrente di un amico a spingerlo verso i racconti e le testimonianze dei protagonisti dell'epoca, nel doloroso tentativo di riportare in vita la memoria di quei giorni terribili. Valzer con Bashir è il resoconto profondo e sofferto - ma non per questo meno lucido - di uno dei momenti più atroci della nostra storia, il risultato di un approccio delicato, originale, alle assurdità della guerra.

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Utente 89226
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Prima di tutto vorrei dire che questo libro, come oggetto, è stupendo. Penso sia anche abbastanza unico nel suo genere, una graphic novel tratta da un film(animato) e che rimane molto cinematografica. La narrazione è esterna, un racconto di episodi vissuti o sognati, per trasmettere e far ragionare su cosa succeda nella mente di una persona sopravvissuta a una guerra e malata di ptsd. Il disturbo in se viene mostrato solo nel suo legame con la memoria, però lo stile immersivo scelto attiva molto l'empatia nel lettore. È a tratti molto crudo e ho pianto un tot.
Lo consiglio a chi è incuriosito da graphic novel con uno stile particolare, a chi interessa confrontarsi con l'argomento del ptsd da guerra, ma vi avviso che c'è praticamente solo la parte emotiva coinvolta, non è che vengono messi in discussione pregiudizi sul disturbo o ci sono momenti particolarmente educativi a riguardo.
Anche questo della biblioteca, ma se avessi soldi infiniti lo comprerei, anche solo per riguardarmi l'uso del colore nelle diverse scene, che mi ha colpito tantissimo.
Guarderò anche il film sicuramente.

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