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Adattarsi
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Dupont-Monod, Clara

Adattarsi

Firenze : Clichy, 2022

Abstract: Adattarsi è una storia di emozioni, di perdite, di miracolosi ritrovamenti, di paure, di smarrimenti, di rabbie, di speranze e di infinite dolcezze. Ed è anche una storia di montagne, di rocce, di acqua e di vento, di luoghi e solitudini. La vicenda è abbastanza semplice, nella sua terribile realtà: in una famiglia della montagna francese nasce un bambino, è bello e sorride e tutti vengono a rendergli omaggio. Ma dopo poco tempo ci si accorge che è gravemente disabile: non vede, non può muoversi, non crescerà, morirà presto. Questo sconvolge tutti gli equilibri della famiglia, ridefinendo per sempre il destino dei due fratelli, il maggiore e la minore, e dei suoi genitori. Perché questo bambino con gli occhi scuri che si perdono nel vuoto, è un neonato eterno, un bambino «inadatto», e traccia una frontiera invisibile tra la sua famiglia, gli altri e il mondo, l'intero mondo. Il figlio maggiore si fonde con il bambino, ci si attacca, ci si abbandona, ci si perde, capisce che da questa infinita fragilità può imparare che cos'è il mondo e che cos'è la vita. Nella figlia minore s'insediano invece dapprima il disgusto e la collera e poi l'esigenza di ricostruire un equilibrio accettabile. L'ultimo, che arriva dopo la morte dell'«inadatto», dopo che i due più grandi se ne sono andati, vive all'ombra dei fantasmi familiari portando dentro di sé, come una specie di angelo, la forza di una riconciliazione. A raccontare sono le pietre della corte, piazza e luogo della casa, che diventano voce «faulknerianamente» narrante, depositarie della memoria, del dolore e dell'abbandono.

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Un libro duro e bellissimo che racconta, lo raccontano le pietre della casa, come possono venir sconvolti gli equilibri di una famiglia e i rapporti tra i loro componenti, quando arriva un bambino "inadatto" . In una regione montana al sud della Francia, nel Parco delle Cevennes, nasce un bambino che non vede, non parla e non si può reggere da solo. Vive dieci anni, tre volte più di quanto avessero previsto i medici alla sua nascita e diventa il fulcro della famiglia, il perno attorno al quale si scandiscono i tempi e si formano i caratteri dei due fratelli nati prima di lui. Alla morte del terzo figlio, arriva un quarto bambino, lo "stregone", che con la sua sola presenza e la sua eccezionale sensibilità riporterà equilibrio e riannoderà i fili. Bello, davvero molto bello.

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