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Le cose che ci salvano
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Gentile, Lorenza

Le cose che ci salvano

Feltrinelli Editore, 02/05/2023

Abstract: Gea abita in un condominio sui Navigli di Milano e non oltrepassa mai i confini del suo quartiere. Ha ventisette anni e si arrangia come tuttofare. Crede nel riciclo e nel dare nuova vita alle cose che aggiusta e che distribuisce, insieme a pillole per lo spirito – poesie, origami –, nell'ambito della sua "economia circolare di quartiere". Vive sola, ma ha dei buoni amici, come l'ottantenne pseudo-portinaia o il tredicenne che sogna di diventare autista di corriera. Nessuno però, della sua età. Perché Gea nella sua età non ci si ritrova. Così come non si ritrova nel mondo. Forse perché è cresciuta in un posto sperduto, con un padre ossessionato dalle catastrofi che la obbligava a prepararsi sempre al peggio? Cominceremo a scoprire il suo segreto grazie al Nuovo mondo, una vecchia bottega di rigattiere che viene rilevata e messa in vendita. Gea si imbarcherà in una nuova missione: salvare il negozio a ogni costo. Perché tutto ciò che salviamo finisce a sua volta per salvare noi, magari dandoci il coraggio di ritagliarci il nostro spazio nel mondo."Se salvi una cosa, questa, un giorno, può salvare te."

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Utente 10581
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Gea ti entra subito nel cuore e non la dimenticherai facilmente, anche a fine storia. Lettura leggera, ma che ti fa riflettere sul valore delle cose, sul suo riutilizzo e su come, la classica frase "l'unione fa la forza" in questo caso sia proprio vera! Consigliato!

Gea indossa sempre una comoda salopette, vive nei pressi dei Navigli a Milano, è sola ma “accerchiata” in casa da una miriade di cianfrusaglie che trova per la strada e conserva.
Gea è convinta che gli oggetti buttati in realtà possano ancora servire ed avere vita, quando le sue mani esperte li aggiustano e salvano.
Gea è una ragazza fuori dal comune; la sua gentilezza e disponibilità mi hanno commosso fine alle lacrime – io che vivo in una Milano che corre, che si volta dall’altra parte e spesso non ha tempo.
Cresciuta da un padre survivorista in una casa nel bosco, in una quotidiana gara di sopravvivenza con prove assurde per una bambina, contro il capitalismo ed il consumismo – contro tutto e tutti in definitiva – Gea trova il coraggio di scappare dalla vita wild assurda a cui la sottopone il padre e trova rifugio nella casa della nonna a Milano, dove diviene una tuttofare pronta ad aiutare ed ascoltare una bizzarra combriccola di condomini davvero esilarante.
Convinta testimone dell’ “economia circolare di quartiere” Gea ricicla, regala, aggiusta ed intraprende con le nuove amicizie nate nel condominio una battaglia per salvare la bottega di rigattiere in cui era stata un giorno da piccola in compagnia della nonna, e che si trova davanti al suo palazzo – tale bottega andrà all’asta dopo anni dalla morte della proprietaria, non essendoci eredi a rilevarla.
Questo romanzo è una storia lieve, è dolce e poetico, una gentile carezza al cuore, mai superficiale; è una storia di obiettivi da raggiungere, di coraggio e di cura e Gea mi ha ricordato Amelie ed il suo favoloso mondo.
Meravigliosa lettura, lo vorrei già rileggere!

“Sbagliamo, a volte per proteggerci, altre per farci spazio, facciamo del male agli altri, spesso a noi stessi, non riusciamo a lasciar andare il passato, manchiamo il presente, perdiamo la speranza nel futuro, ma sappiamo anche ascoltarci, tenderci la mano, credere in un progetto e, magari, provare a realizzarlo.
In qualsiasi caso, esserci l’uno per l’altro.
Queste, ora lo so, sono le cose che ci salvano”.

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