Forum » Recensioni

Babysitter
3 2
Oates, Joyce Carol

Babysitter

Milano : La nave di Teseo, 2023

Abstract: Tra il 1976 e il 1977 una serie di terribili omicidi sconvolge la città di Detroit. Un serial killer, che un giornalista ha ribattezzato Babysitter, ha ucciso almeno sei ragazzini nella contea di Oakland, un quartiere residenziale di Detroit. Le vittime sono state rapite mentre erano da sole e i loro corpi senza vita vengono fatti ritrovare a distanza di giorni, in luoghi pubblici, accuratamente lavati e ricomposti. La polizia non ha che deboli indizi e la paura si diffonde sempre più nei ricchi sobborghi bianchi della città. Hannah Jarrett è una bella donna di trentanove anni. È sposata con Wes, un ricco uomo d’affari sempre molto impegnato, fa la casalinga e ha due splendidi figli, Conor e Katya. Una classica e felice famiglia della buona borghesia di Far Hills, a nord di Detroit. Hannah, però, ha un segreto: a una raccolta fondi ha conosciuto Y.K., un uomo affascinante ed enigmatico. Anche se non ne conosce il nome, il suo carisma oscuro la attrae in maniera irresistibile fino a farla sprofondare in una relazione fatta di sesso e sopraffazione, che la getta in uno stato tra l’euforia, la paura e la depressione. Mikey, infine, è un ragazzo con un passato difficile e un presente fatto di lavoretti tra il legale e l’illegale, al servizio di un uomo misterioso che conosce molti segreti. Un giorno, mentre esegue un lavoro per il suo capo, si trova costretto, suo malgrado, ad affrontare una situazione più grande di lui e a riparare un torto. Le conseguenze delle sue azioni avranno effetti imprevisti per Hannah, Y.K. e anche per Babysitter. Joyce Carol Oates costruisce, attorno a un fatto di cronaca nera realmente accaduto, un romanzo ricco di suspense, con una trama avvincente, impeccabile nel ritmo e nella scrittura, denunciando, ancora una volta, la corruzione, il razzismo e il sessismo insiti nella cultura americana e confermandosi una scrittrice fondamentale, spietata e meravigliosa.

198 Visite, 2 Messaggi

Finire di leggere un romanzo e non capire che succede nelle ultime pagine è inquietante e fastidioso; tanto inquietante e sconvolgente quanto questa storia stessa.
Tra il 1976 e il 1977 una serie di terribili omicidi sconvolge la città di Detroit: traendo spunto ed ispirandosi ad una storia vera, l’autrice con uno stile narrativo multiforme ed ipnotico ci consegna uno straziante, crudo e scioccante romanzo, feroce critica al razzismo, al classismo, alla violenza sessuale, all'omofobia e alla misoginia che prevalevano nella società nordamericana degli anni ’70 - temi purtroppo ancora attualissimi.

Per poco meno di 500 pagine condividiamo la vita di Hannah, una ricca casalinga quarantenne sposata con un dirigente e madre di due figli, che adempie alla lettera i ruoli che ci si aspetta da una donna nella sua situazione a metà degli anni Settanta negli Stati Uniti.
Ma Hannah ha un segreto: incontra ad un evento di beneficenza Y.K., che la seduce e con il quale ha una relazione che metterà a repentaglio tutto ciò che per lei è apparentemente importante: ingenuamente all'inizio, e anche dopo aver subito violenze estreme per mano del suo amante, Hannah si mette una benda sugli occhi preferendo ignorare i propri sospetti e portare avanti una relazione che è soprattutto ossessione.

Sullo sfondo la Detroit degli anni ’70, città tenuta in scacco da un serial killer di bambini bianchi di età compresa tra i 10 e i 14 anni soprannominato Babysitter: generalmente orfani, Babysitter li cattura, li tortura e maltratta e poi li uccide.

Oates sceglie il thriller per mostrarci un ritratto della società americana degli anni '70: lo stereotipo del sogno americano, ma anche la violenza, il razzismo, la pedofilia, la segregazione razziale e il classismo; il tutto raccontato dal punto di vista parziale della protagonista che, sebbene sia una vittima, in ogni sua decisione sbagliata mi esaspera.

Mi è piaciuto il modo impeccabile di Oates di raccontarci la storia: incalzante, vertiginoso, crudo - e il fatto che, anche se ho odiato ciascuno dei suoi personaggi, ho dovuto continuare a leggere per scoprire cosa c'è che non va in ciascuno di loro.

“Alla fine dell’inverno / inizio della primavera del 1977 Babysitter è un rapitore e assassino (ancora non identificato) di bambini che si muove nei sobborghi a Nord di Detroit, e che, in poco più di un anno, ha rapito cinque – sei? – bambini tra gli undici ed i quattordici anni. Le vittime vengono trattenute per giorni, presumibilmente nutrite e “accudite”: i loro corpi vengono ritrovati in luoghi pubblici, nudi, le mani incrociate sui petti in posizione di riposo, i vestiti lavati e accuratamente piegati accanto a loro,
Causa della morte: strangolamento – legatura”.

Sto leggendo Misfatti, una raccolta di racconti di questa scrittrice. Uno alla settimana, perché li trovo grevi. Non so se la società americana sia come la racconta Oates, certamente non è solo questo. Tutti siamo pieni di contraddizioni e di lati oscuri, ma per fortuna siamo anche altro. Trovo questa unilateralità un limite e ci vedo anche una certa morbosità, forse compiacimento. La tua recensione di Babysitter mi conferma questa impressione. E mi sembra anche che gli americani siano un po' fissati coi serial killer, che pullulano nei romanzi, nei film, nelle fiction TV

  • «
  • 1
  • »

3545 Messaggi in 3179 Discussioni di 328 utenti

Attualmente online: Ci sono 25 utenti online