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Diario di un senza fissa dimora
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Augé, Marc

Diario di un senza fissa dimora

Milano : Raffaello Cortina, 2011

Abstract: Negli ultimi anni, è comparsa una nuova categoria di persone: hanno un lavoro, ma non guadagnano abbastanza per pagare un affitto e dunque sono spinte per strada. Vivono dove possono, vagano da un luogo all'altro, qualcuno magari decide di dormire in automobile, sia pure una Mercedes. L'etnologo Marc Augé, che rivela qui anche un brillante talento letterario, immagina la vita di uno di questi vagabondi di lusso e descrive in forma di diario i drammatici effetti indotti dalla perdita di punti fermi nello spazio e nel tempo. La situazione dei senza fissa dimora non mette a rischio solo la psicologia ma anche il senso della relazione, dell'identità e dell'essere. Il nostro eroe guarda dentro di sé e scopre la follia del mondo. Inventando un genere, etnofiction, l'autore utilizza la forma del racconto per illuminare una realtà sociale: il suo protagonista, un amabile funzionario di medio livello, potrebbe non essere diverso da tanti di noi...

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Qualche mese fa' avevo recensito Le tre parole che cambiarono il mondo di questo grande antropologo, la cui morte è passata quasi sotto silenzio. Voglio quindi ricordarlo con questo breve romanzo di una decina di anni orsono, in cui narra la vicenda di un uomo in buone condizioni economiche che, andando in pensione, non può più permettersi di pagare un affitto e finisce in strada. Ancora non c'erano stati né la pandemia né la guerra in Ucraina, ma Augé già vedeva quella che sta diventando una tragica realtà: pur avendo un reddito fisso, da lavoro o pensione, sempre più persone vivono sotto la soglia di povertà e la strada, non luogo per eccellenza, diventa ľunica destinazione possibile. Un libro molto amaro e inquietante sulla deriva della nostra società, che potrebbe travolgere anche molti di noi.

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