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Madre d'ossa
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Tuti, Ilaria

Madre d'ossa

Milano : Longanesi, 2023

Abstract: Teresa Battaglia ha davvero perso la sfida più grande di tutte? Quella con la sua memoria, contro il suo corpo e la malattia che le ha annebbiato la mente?  Tutto lo fa ritenere. È questo che pensano i suoi colleghi, le persone che le vogliono bene, chi le sta intorno. È questo che crede anche Massimo Marini quando, dopo aver ricevuto una chiamata anonima, si precipita in mezzo alle montagne. Dove il bosco più fitto cede il passo all'acqua gelida di lago, qualcosa di enigmatico e terribile è accaduto. Ed è lì che Massimo vede Teresa. Le guance sporche di sangue, lo sguardo smarrito e tra le braccia il cadavere di un ragazzo. Chi era quel giovane? E perché Teresa è lì con lui? Massimo non ha risposte, solo dubbi. Sa, però, che la scena di un crimine è l'ultimo posto in cui dovrebbe trovarsi il commissario Battaglia.   Teresa ha irreparabilmente alterato il luogo del ritrovamento e inquinato gli indizi. Ma forse non è davvero così che stanno le cose... 

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Teresa Battaglia è tornata e mi dà l’ennesima prova della forza, del coraggio e dell’amore di cui è capace; la sua vita è ora governata dall’Alzheimer che progredisce inesorabilmente e la aggredisce di sorpresa con crisi sempre più frequenti, tanto che Teresa non è più commissario e si è dimessa (“la mente che sbiadiva”).

La troviamo nelle prime pagine del romanzo accasciata sulla riva di un lago friulano, sporca di sangue e confusa per avere tra le braccia il cadavere di un ragazzo: non sa come sia arrivata sino a lì, né chi sia il giovane morto che sta abbracciando, né se e quanto sia coinvolta in questa morte.

Ad aiutarla a capire e ad indagare su questo suicidio ci sono i suoi ragazzi: Parisi, De Carli e soprattutto Massimo Marini - che hanno dovuto apprendere come non farla sentire sbagliata, ridicola, impotente e che non la abbandonano mai, le fanno scudo perché sono una squadra, anzi una famiglia.

Non si può non volere bene a Teresa, “la bambina pasticciona in cui si stava trasformando”, donna speciale nelle sue imperfezioni, ora malata – anche se scorbutica, solitaria, scostante, ora persino spesso brutale ed incontenibile negli accessi di ira governati dalla malattia, proprio ora che ha più bisogno di chiedere, di appoggiarsi fisicamente ed emotivamente a qualcun altro: è tenace e fragile, dolcissima, un personaggio indimenticabile!

Con un ritmo sempre più serrato e un’ambientazione oscura (”l’indagine stava riportando alla luce un esercito di morti, scheletri e mummie”), Madre d’ossa è il nuovo capitolo della serie inaugurata da Ilaria Tuti che mi ha creato dipendenza ed è quindi una lettura per me inevitabile e meravigliosa per la profondissima tristezza della vicenda e per le circostanze tristi della vita di Teresa: la penna dell’autrice è intensa e vivida e l’indagine rapida ed incalzante tanto quanto la malattia che di giorno in giorno peggiora e sconvolge.

“Teresa si trovava davanti all’enigma più sfidante della sua carriera: un’indagine su se stessa”.

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