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Maledetto Dostoevskij
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Rahimi, Atiq - Rahimi, Atiq

Maledetto Dostoevskij

Torino : Einaudi, 2012

Abstract: Rassul, da poco tornato dall'Unione Sovietica, dove ha studiato e conosciuto le opere di Dostoevskij, vuole aiutare la sua ragazza: decide perciò di uccidere la vecchia usuraia che costringe Sophia a prostituirsi. Ma quando sta per abbassare l'ascia sulla testa della vecchia è folgorato da un'improvvisa consapevolezza: sta replicando le gesta di Raskòl'nikov, il protagonista di Delitto e castigo. Preso dal panico, si allontana dal cadavere e si dà alla fuga in una città resa allucinata e surreale dai tormenti della coscienza. Ma da chi sta fuggendo Rassul? La polizia sembra indifferente a risolvere un omicidio di cui, tra l'altro, è sparito il cadavere; mentre le autorità religiose, che finita la guerra con i sovietici stanno trasformando il paese in una teocrazia, arrivano al punto di giustificare il crimine. Ben presto Rassul si rende conto che lui è l'unico a cercare un castigo per il suo delitto, l'unico, cioè, a sottostare a una qualche legge, a conservare la memoria di un'etica in un paese in cui ogni legge, ogni etica, è sospesa, mistificata, violata. Una consapevolezza che nasce anche dalla lettura dei romanzi, e primi fra tutti quelli del maledetto Dostoevskij. Sarà proprio questa unicità di Rassul a dare scandalo, ad attirare addosso al giovane il risentimento della comunità fino a farne una sorta di capro espiatorio collettivo.

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Utente 71618
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E’ un vero peccato che questo libro non abbia in appendice un glossario per i tanti termini Afgani del testo ,di cui si perdono le sfumature.
A parere mio solo chi ha già letto Dostoevskij può apprezzare “ Maledetto Dostoevskij “ fino in fondo.L’autore si ispira a “Delitto e castigo” calando la trama nella Kabul di inizio anni 90 ; interessante l’arricchimento portato dal crogiolo di umanità dell ‘Afghanistan di allora ,dove ogni individuo seguiva una morale propria, non necessariamente coincidente con l’etica del popolo o la giustizia religiosa, sotto lo sconquasso delle guerre. E’ un libro difficile che può non piacere ma offre comunque interessanti spunti di riflessione.

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