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Cinema Speculation
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Tarantino, Quentin

Cinema Speculation

La nave di Teseo, 21/03/2023

Abstract: Cinema speculation è la storia di un bambino innamorato del cinema che passa le serate con i genitori nelle sale di Los Angeles. Quello spettatore vorace, che preferisce ai giochi l'incanto del grande schermo, cresce affascinato da una nuova generazione di attori e registi – come Steve McQueen, Burt Reynolds, Clint Eastwood, Sam Peckinpah, Don Siegel, Brian De Palma, Martin Scorsese – che dalla fine degli anni Sessanta spazza via la vecchia Hollywood. Sono pellicole rivoluzionarie che ispirano l'immaginario di quel ragazzo, un incontro che si rivelerà decisivo per la sua carriera dietro la macchina da presa. Quentin Tarantino è uno straordinario appassionato di cinema, in tutte le sue forme: Cinema speculation è il racconto di come è nato questo amore e al tempo stesso una entusiasmante, sovversiva, dirompente storia del cinema secondo Tarantino. Raccontato in prima persona raccogliendo recensioni, ricordi, aneddoti, tra autobiografia, critica e reportage, questo libro offre uno sguardo unico sulla settima arte, nella versione senza filtri di un suo eccezionale interprete."Da esperto narratore, Tarantino intreccia immagini, racconti e scene, inventa storie che ci incantano e spingono a riflettere, come accade con i suoi film." Richard Brody, The New Yorker"Tarantino celebra sfacciatamente il vizio del cinema."Tom Shone, The New York Times Book Review

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Sul genere

Divertente ripercorrere l'adolescenza cinematografica di Quentin, piena di aneddoti privati discussioni cinema e sensazioni, così come divertente è la disamina che fa di alcuni film importanti per la sua futura visione di Cinema, film accomunati dallo stesso filone narrativo che ci vengono raccontati con piglio diretto, di pancia, piglio azzeccato proprio per il genere che affronta.

L'elenco non è molto vasto, comprende titoli famosi, alcuni molto famosi, come "Taxi Driver" o "Fuga da Alcatraz", ma si trova anche quel "Taverna Paradiso" di Stallone, 1978, quando ancora Sly aveva quel piglio genuino e creativo che durerà non oltre "Fuga per la Vittoria".

Come dicevo, io mi sono divertito a leggere il libro, un divertimento nato dall'intimità che prende forma dal mix che si crea tra lo sguardo attento di un ragazzino appassionato di Cinema e la cultura cinematografica dello stesso ragazzino diventato uomo, regista, che ha mantenuto la scintilla negli occhi.

In coda a tutto, c'è anche una nota finale che riempie alcune pagine e che ho trovato toccante, "Nota su Floyd".
"Chi era esattamente il Floyd di cui ho parlato prima? Si chiamava Floyd Ray Wilson, era nero e allora aveva circa trentasette anni; e per un anno e mezzo visse a casa mia."

Credo che per certi versi sia stato doloroso aver messo questa nota ma, anche se in ritardo, doveroso, alla luce dell'Oscar che Tarantino ha vinto proprio per la sceneggiatura originale in "Django Unchained".

"Il mio sogno di un eroe nero nel Far West, Django Unchained, non solo venne letto da qualcuno: venne realizzato con la mia regia e fu un enorme successo globale. Che mi valse l’Oscar per la migliore sceneggiatura originale
Quando salii sul podio e presi in mano la statuetta dorata, con Dustin Hoffman e Charlize Theron alle mie spalle, Floyd era morto da un pezzo.
Non so come morì, dove morì, e neanche dove è sepolto.
Ma so che avrei dovuto ringraziarlo
"

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