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Colazione da Tiffany
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Capote, Truman

Colazione da Tiffany

Milano : Garzanti, 2013

Abstract: Holly Golightly, la protagonista di questo estroso romanzo breve, è una cover-girl di New York, attrice cinematografica mancata, generosa di sé con tutti, consolatrice di carcerati, eterna bambina chiassosa e scanzonata. È un personaggio incantevole, dotato di una sorprendente grazia poetica. Intorno a lei ruotano tipi bizzarri come Sally Tomato, paterno gangster ospite del penitenziario di Sing Sing, O.J. Berman, il potente agente dei produttori di Hollywood, il vecchio ragazzo Rusty Trawler, Joe Bell, proprietario di bar e timido innamorato...

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Utente 29570
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E' molto difficile apprezzare la lettura di questo libro se si ha la testa piena dei fotogrammi in cui Audrey Hepburn indossa un elegante tubino nero, intenta a fumare una sigaretta o a mangiare una brioche per strada, all'alba, sostando davanti la vetrina di un famoso negozio di gioielli.

Ai grandi appassionati dell'omonimo film dico infatti di fare molta attenzione, se dovessero approcciare questo romanzo per la prima volta: potrebbero correre il rischio di non cogliere le sfumature più velate e anche la spinta identitaria apportata al romanzo dall'autore, Truman Capote, che quasi non ebbe un infarto quando scoprì che tipo di progetto era pronta a confezionare la casa di produzione che acquistò i diritti del suo libro (era la Paramount Picture). Si dice infatti che si arrabbiò molto delle scelte discutibili adottate in fase di sceneggiatura, ma soprattutto era contrario alla scelta di Audrey Hepburn come attrice protagonista, perché avrebbe preferito che il ruolo andasse alla sua amica Norma Jean Mortenson (Marilyn Monroe), molto più simile caratterialmente al suo personaggio Holly Golightly.

In effetti, non aveva tutti i torti. Audrey Hepburn non solo aveva quasi trentun anni quando girò il film - per altro era appena diventata madre e, nonostante fosse ancora incredibilmente affascinante, mostrava già i primissimi segni della vecchiaia rispetto alla vera età del personaggio da lei interpretato - ma aveva sempre e solo fatto ruoli da "brava bambina": i suoi personaggi erano quasi tutti donne ingenue che non emanavano la benché minima sensualità o alcun carattere alternativo.

Non solo: il protagonista maschile nel film diretto da Blake Edwards aveva assunto un volto e un'identità, che invece erano anonimi nel libro; inoltre, era stata pensata una storia d'amore tra lui e la sua "arredatrice", altro fatto assente nel romanzo (la compagna più grande di lui è un personaggio assente nel romanzo).
La Holly del libro, invece, è molto più indifferente, anaffettiva, sbadata ed egoista di quella presentata nel film, che ha giusto qualche sbalzo d'umore, ma i suoi capricci passano in secondo piano rispetto alla bellezza disarmante di Audrey Hepburn e al glamour generale.
Ancora più sconvolgente, poi, è l'ambientazione spostata agli anni Sessanta, quando in realtà la storia risale agli ultimi anni della Seconda Guerra Mondiale, il che spiega perché il fratello della protagonista sia così "lontano" da lei (è impegnato nella guerra).

Questi e molti altri sono alcuni dei cambiamenti che stravolsero uno dei romanzi più importanti della letteratura americana degli anni Cinquanta: il film "Colazione da Tiffany" ha completamente snaturato, privandolo della sua attrattiva, il libro di Truman Capote, a mio avviso rivelatosi con il passare degli anni un film borioso, eccessivamente lungo, ma soprattutto avulso da qualsiasi contesto (si riduce di fatto alla storia di due vicini che si innamorano e pian piano imparano a conoscersi meglio, niente di più ovvio e melenso).

Ciononostante, amo questa lettura più di ogni altra ed è per questo che, periodicamente, le concedo sempre una rilettura. Perché lo merita, sia per quello stile secco e per il ritmo incalzante tipicamente anglosassoni, sia per quella precisione di particolari e dettagli che rendono le descrizioni di oggetti e individui mai eccessivamente prolisse, ma anzi, quasi cinematografiche.

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