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Sonata a Kreutzer
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Tolstoj, Lev Nikolaevič - Tolstoj, Lev Nikolaevič

Sonata a Kreutzer

Milano : Feltrinelli, 2014

Abstract: Un uomo di nome Pozdnysev durante un viaggio in treno confessa a uno sconosciuto la propria colpa segreta. Ricorda di aver presentato alla moglie un avventuriero, gran seduttore e abile musicista, dando così inizio a un gioco che si rivelerà tragicamente beffardo. Via via sempre più sospettoso una sera, mentre la coppia esegue in perfetta sintonia la Sonata a Kreutzer di Beethoven, Pozdnysev accantona ogni dubbio. Spinto dalla gelosia uccide la moglie per un tradimento in realtà mai avvenuto e senza rendersi conto del terribile malinteso. Pubblicata nel 1891 dopo numerose revisioni, la Sonata a Kreutzer è tra le opere più significative dell'ultimo Tolstoj. Dura requisitoria contro le ipocrisie nascoste della vita coniugale, racconto quasi dostoevskiano per la ricerca delle motivazioni più oscure dei gesti umani, si presenta come la testimonianza spietata di una storia che potrebbe essere vera. Scritta con cattiveria, come ebbe a dire Sonja Tolstoj, la Sonata a Kreutzer rimane un invito spregiudicato a riflettere sulla morale, le grandi passioni e i loro effetti.

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Nello scompartimento di un treno, un uomo racconta a uno sconosciuto di aver ucciso la propria moglie, convinto che lei lo tradisse.

La narrazione in prima persona diventa un viaggio introspettivo nella mente dell'assassino. Nel ripercorrere il tormento, i dubbi e i sospetti che l'hanno portato a compiere quel gesto estremo in preda al furibondo mostro della gelosia, con profonde considerazioni filosofiche egli si interroga sull'amore, le passioni, il matrimonio, la famiglia e il ruolo della donna.

E seguendo questo percorso mentale, tra acuti ragionamenti e sospettose immaginazioni, il femminicidio viene descritto come un atto di straordinaria lucidità e non come il frutto di un momento di follia.

'Ma la cosa terribile era che io mi attribuivo un pieno e indiscutibile diritto sul corpo di lei, come se si fosse trattato del mio proprio corpo, e allo stesso tempo sentivo che io non ero in grado di dominare quel corpo, che esso non era mio e che lei invece poteva disporre di esso come le pareva meglio, e nella fattispecie voleva disporre diversamente da come volevo io."

La preziosa penna di Tolstoj tratteggia un profilo impeccabile del protagonista, purtroppo sempre attuale.

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