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La vita felice
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Varvello, Elena - Varvello, Elena

La vita felice

Torino : Einaudi, 2016

Abstract: Elia ha sedici anni ed è un ragazzo solitario. Suo padre è stato licenziato e ha cominciato a comportarsi in modo strano, sparendo per ore a bordo di un furgone, chiudendosi in garage, scrivendo lettere che denunciano un complotto di cui si sente vittima. Elia prova a decifrare ciò che accade, mentre sua madre sembra non voler vedere. Fino alla notte d'agosto dopo la quale nulla sarà piú come prima: la piccola comunità di Ponte - già segnata dall'omicidio insoluto di un bambino - si sveglia sconvolta per il rapimento di una ragazza, salita la sera precedente su un furgone e poi svanita in mezzo ai boschi. Ma quell'estate per Elia è anche segnata dall'attrazione per Anna Trabuio, dall'amicizia per suo figlio Stefano, dalla scoperta lacerante dei propri desideri e dell'istinto di sopravvivenza. A raccontare tutto questo è Elia trent'anni dopo: un uomo che tenta di ricucire lo strappo del passato e illuminare il buio nella mente di suo padre, immaginando cosa sia accaduto davvero quella notte, e cosa significhi perdere se stessi. Ma soprattutto tenta di rispondere a una domanda: com'è possibile, dopo una ferita così profonda, sperare di essere felici?

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"La vita felice è un meccanismo a orologeria: il ticchettio inarrestabile che avvertiamo, pagina dopo pagina, è quello di una famiglia che sta per essere travolta. Accade tutto in una notte, e quella che era una minaccia diventa una ferita che non si può più cancellare. Un romanzo mozzafiato sulle colpe dei padri e l'innocenza dei figli". E' questo che si legge sul retro del libro, ma non è questo che si percepisce leggendo il libro. La storia è raccontata da Elia che immagina cosa sia accaduto quella notte. Di contorno la figura della madre e del padre di Elia, del suo amico Stefano che non ho capito, e di Anna la mamma di Stefano. Ho avuto la sensazione che l'autrice abbia voluto solo accarezzare alcune tematiche senza però andarne a fondo veramente. Se invece di far raccontare la storia solo ad Elia, l'avessa fatta raccontare anche dai suoi protagonisti, forse avrebbe potuto approfondire l'apatia della mamma di Elia, la rabbia di Stefano, la confusione di Anna e la depressione che sfocia in pazzia del padre di Elia.
Un libro che alla fine ti lascia poco o nulla.

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