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Aspettando Bojangles
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Bourdeaut, Olivier

Aspettando Bojangles

Vicenza : Pozza, 2016

Abstract: Immaginate di essere un bambino e di avere un padre che non chiama mai vostra madre con lo stesso nome. Immaginate poi che a vostra madre quest'abitudine non dispiaccia affatto, poiché tutte le mattine, in cucina, tiene lo sguardo fisso e allegro su vostro padre, col naso dentro la tazza di latte oppure col mento tra le mani, in attesa del verdetto; e poi, felice, si volta verso lo specchio salutando la nuova Renée, o la nuova Joséphine, o la nuova Marylou... Se immaginate tutto questo, potete mettere piede nel fantastico universo familiare descritto dal bambino in queste pagine. Un universo in cui a reggere le sorti di tutto e tutti è Renée, Joséphine, Marylou... la madre. Di lei, suo marito dice che da del tu alle stelle, ma in realtà da del voi a tutti, a suo marito, al bambino e alla damigella di Numidia che vive nel loro appartamento, un grosso uccello strambo ed elegante che passeggia oscillando il lungo collo nero, le piume bianche e gli occhi di un rosso violento. Renée, Joséphine, Marylou, o anche, ogni 15 febbraio, Georgette, ama ballare con suo marito sempre e ovunque, di giorno e di notte, da soli e in compagnia degli amici, al suono soprattutto di Mister Bojangles di Nina Simone, una canzone gaia e triste allo stesso tempo.

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Utente 10581
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Io, una storia e una famiglia più strampalata di questa, non l'ho mai letta, e proprio per questo mi è piaciuta. Il racconto del figlio è intervallato da quello del padre. La mamma poi, con nomi sempre diversi ci lascia qualcosa su cui riflettere. "Quando la realtà è banale e triste, inventatemi una bella storia, voi che sapete mentire così bene". Ecco allora che ti sorge un dubbio. Che la storia strampalata sia stata scritta proprio per nascondere una realtà banale e triste.

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