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Città sommersa
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Barone, Marta

Città sommersa

Milano : Romanzo Bompiani, 2020

Abstract: Il ragazzo corre nella notte d'inverno, sotto la pioggia, scalzo, coperto di sangue non suo. Chiamiamolo L.B. e avviciniamoci a lui attraverso gli anni e gli eventi che conducono a quella notte. A guidarci è la voce di una giovane donna brusca, solitaria, appassionata di letteratura, e questo romanzo è memoria e cronaca del confronto con la scomparsa del padre, con ciò che è rimasto di un legame quasi felice nell'infanzia felice da figlia di genitori separati, poi fatalmente spinoso, e con la tardiva scoperta della vicenda giudiziaria che l'ha visto protagonista. Chi era quello sconosciuto, L.B., il giovane sempre dalla parte dei vinti, il medico operaio sempre alle prese con qualcuno da salvare, condannato al carcere per partecipazione a banda armata? E perché di quel tempo - anni prima della nascita dell'unica figlia - non ha mai voluto parlare? Testimonianze, archivi e faldoni, ricordi, rivelazioni lentamente compongono, come lastre mescolate di una lanterna magica, il ritratto di una persona complicata e contraddittoria che ha abitato un'epoca complicata e contraddittoria. Torino è il fondale della lotta politica quotidiana con le sue fatiche e le sue gioie, della rabbia, della speranza e del dolore, infine della violenza che dovrebbe assicurare la nascita di un avvenire radioso e invece fa implodere il sogno del mondo nuovo generando delusione e rovina. Il romanzo di un uomo, delle sue famiglie, delle sue appartenenze, la sua vita visitata con amore e pudore da una figlia per la quale il mondo si misura e si costruisce attraverso la parola letta e scritta.

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Spunti di riflessione del gruppo di lettura del Giovedì - Biblioteca Parco Sempione

"Città sommersa" è il tentativo di ricostruire parte della vita del padre dell’autrice, medico e operaio arrestato nel 1982 per partecipazione a banda e poi assolto, e delle vicende di una città, Torino, sconvolta dagli atti feroci degli anni Settanta. Marta Barone più che dare una ricostruzione di ciò che è stato ci conduce nel percorso di ricerca: fatto di interviste ad amici e parenti, di indagini di archivio ma anche di riflessioni e di cambi di opinione. È un racconto intimo, a tratti malinconico che raccoglie frammenti di vite personali con la Storia di quegli anni: lotte operaie, case popolari (occupazione di via della Cacce) restituendoci un affresco romanzato di tutte le declinazioni della sinistra extra parlamentare (Servire il popolo, Lotta Continua, Partito Comunista marxista leninista, ect.).
I partecipanti al gruppo hanno apprezzato il testo soprattutto perché ha saputo restituire la “percezione” dei violenti Anni Settanta al di là delle differenze tra le città di Milano e di Torino: da un lato le istanze di giustizia, i diritti civili e la partecipazione collettiva; e dall’altro lo sconforto della deriva dei movimenti dell’epoca.

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