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Esilio dalla Siria
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Hamadi, Shady

Esilio dalla Siria

Torino : Add, 2016

Abstract: Che cos'è oggi la Siria dopo anni di sconfitte e di speranze, di occasioni negate e di lotta quotidiana contro l'indifferenza? È nel difetto, anzi nell'assenza, di qualsiasi solidarietà e riconoscimento di quanto accade che attecchiscono i semi dell'integralismo. Perché non dovrebbe essere così? Abbiamo lasciato soli i siriani all'interno del Paese, ignorando la loro tragedia abbiamo spinto le nuove generazioni al sacrificio, al martirio. Eppure è in Siria che affondano, cristallizzandosi, questioni importanti che toccano il mondo intero. Dopo La felicità araba, Shady Hamadi racconta il suo esilio fatto di partenze e di incontri, di sconfitte e di resistenza civile: la morte di Mustafa, inghiottito nelle carceri del regime; il viaggio di Samer con un borsellino per i soldi e le foto come bagaglio; il ragazzo pronto a combattere con un braccio solo, per difendere un popolo che vuole l'emancipazione dalla dittatura e dal fondamentalismo e che, ogni giorno da anni, lotta per la vita e la libertà.

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Della Siria sapevo molto poco, anzi praticamente nulla, fino a quando non ho avuto modo di fare la volontaria in uno dei tanti centri accoglienza per profughi siriani e la mia vita è cambiata. Se prima, guardando la televisione rimanevo senza parole e impotente per tutte queste persone che arrivavano con i barconi ora potevo vedere con i miei occhi quella realtà e forse avrei potuto fare qualcosa per loro. Sì, ma cosa? Cosa si fa dentro un centro di accoglienza? Io ero, assieme alle altre volontarie al guardaroba e distribuivo loro vestiti. Pochi sanno o immaginano che la prima cosa che chiedono appena arrivati, ancora prima della doccia, è quello di avere un cambio pulito di abiti. Ho conosciuto tante donne con il velo, ma anche qualcuna senza e che stupore quando, tramite il mediatore culturale, sono venuta a sapere che erano cristiane. E già, cristiani e musulmani possono convivere tranquillamente insieme senza mettere di mezzo la religione. Poi con il tempo aprivamo pure la stanza giochi per i bambini, i tanti bambini che rallegravano i pomeriggi con i loro schiamazzi e le loro urla. Ricordo ancora i disegni raccapriccianti dei più grandi, quasi sempre uguali. Il mare, gli squali, uomini vestiti di nero con i fucili e gocce di sangue. Quelli più piccoli invece giocavano tra di loro sotto lo sguardo vigile delle mamme. Spesso mi sono chiesta che futuro potranno avere da grandi questi bambini, se veramente hanno percepito quello che succedeva loro, oppure se rielaboreranno più avanti. Mi è sempre mancato però sapere il perchè di tutto questo. A me è sembrato che improvvisamente il mediterraneo si riempisse di gommoni pieni di persone che scappavano da una guerra, ma pochi ne spiegavano il vero motivo. Leggendo tanto ho cercato un libro che riuscisse a colmare questa mia lacuna ed ecco che alla fiera del libro di Torino i miei occhi cadono su questo libro che compero senza se e senza ma. Peccato non avere l'autografo dell'autore che in quel momento non era presente. Si legge benissimo e spiega altrettanto bene come si sia arrivati ad una situazione simile. Consigliatissimo per tutti quelli che vogliono approfondire. Tanto per non farmi mancare nulla ho acquistato anche l'altro libro "La felicità araba" che leggerò però più avanti. Ora ho solo bisogno che tutto quello che ho letto si sedimenti dentro di me. Scusate il post troppo lungo.

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