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Al posto sbagliato
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Palermo, Bruno

Al posto sbagliato

Soveria Mannelli : Rubbettino, 2016

Abstract: Le mafie hanno sempre ucciso i bambini. Le regole per le quali donne e bambini non vanno toccati sono un falso mito. Un mito smentito dai 108 nomi racchiusi nelle storie di minori vittime innocenti di mafia contenute in questo lavoro. Storie che servono per fare e costruire memoria. Conservarla, tramandarla. Storie note e meno note che diventano veri e propri simboli della barbarie umana. Ogni nome, ogni racconto diventa parte di un dolore collettivo. Un moto di resistenza civile che nasce dal sangue innocente delle vittime e dal dolore dei loro familiari. Non esiste né un posto sbagliato, né un momento sbagliato per bambini e ragazzi vittime di mafia: un campo di calcetto, il portone di casa, la pizzeria, la piazza, l'auto dei genitori. Al posto sbagliato ci sono sempre assassini e mafiosi. Prefazione di Luigi Ciotti. Postfazione di Francesca Chiavacci.

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Utente 10581
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Questo è uno di quei libri che, una volta terminati, ti lasciano l'amaro in bocca.
Abbiamo sempre sentito dire che la mafia non uccide donne e bambini, niente di più falso. In questo libro c'è un lungo elenco di nomi di bambini, 108 per l'esattezza, che hanno avuto la sfortuna di trovarsi nel momento sbagliato, nel posto sbagliato.
Cosimo Giuffrè 12 anni Sant'Eufemia d'Aspromonte (Reggio Calabria 1965)
“Per quella strage la polizia arresta 13 esponenti della famiglia Alvaro. Al processo saranno tutti assolti per insufficienza di prove”.
Rocco Gallace 13 anni Guardavalle (Catanzaro) 1974
“Ma non è finita, perchè nella sua folle giornata di vendetta Nunziato Randazzo spara, ferisce e uccide ancora. Di lui poi si perde ogni traccia fino al luglio del 1979, quando in un letto dell'ospedale Santo Spirito di Roma muore di cirrosi epatica, ricoverato sotto falso nome.”
Emanuele Riboldi 17 anni Buguggiate (Varese) 1974
“Per capire cosa è successo al ragazzo occorrerà aspettare il 1990 e il pentimento di Antonio Zagari.[...]
Una incredibile serie di errori, di superficialità, di omissioni da parte dello Stato ha permesso per anni ai rapitori di Emanuele restassero sconosciuti, e ha poi fatto in modo che l'accusa contro di loro venisse cancellata dalla prescrizione. La famiglia di Emanuele oggi sono due genitori quasi vecchi.
[…]
Perchè i rapitori di Emanuele vengano catturati bisogna attendere il 1994, quando Zagari ripete le sue confessioni davanti al pm Armando Spataro, dell'Antimafia di Milano. Ma a quel punto è troppo tardi, e i tempi lunghi dei processi fanno il resto”.
Graziella Maesano 9 anni – Maria Maesano 9 anni Le Castella di Isola Capo Rizzuto (Crotone) 1982
“I carabinieri arrestano quattro persone, tutte ritenute appartenenti ai Liò, ma dopo pochi giorni vengono scarcerate: tutti hanno un alibi di ferro.”
Graziella Campagna 17 anni Villafranca Tirrena (Messina) 1985
“Per arrivare a una sentenza definitiva per l'omicidio di Graziella Campagna, la giovane perbene di Saponara ammazzata a soli 17 anni dalla brutalità mafiosa, occorre aspettare il 18 marzo 2009.
Giuseppe Sottile 13 anni Milazzo (Messina) 1990
“Per l'omicidio di Giuseppe Sottile viene condannato in primo grado a 30 anni Carmelo De Pasquale, considerato il killer della mafia di Barcellona di Gotto. Nel gennaio del 2009, mentre si celebra il processo d'appello, De Pasquale muore sotto i colpi di un killer”.
Domenico Catalano 16 anni Reggio Calabria 1990
“Il 16 settembre 2014 la Corte d'Assise d'Appello di Reggio Calabria condanna all'ergastolo il boss Pasquale Condello “il supremo”, quale mandante dell'omicidio di Domenico Catalano. […]
Domenico Catalano è stato ammazzato a 16 anni dalla 'ndrangheta che ha sbagliato obbiettivo.”
Angelica Pirtoli 2 anni Parabita (Lecce) 1991
Questa è una di quelle storie che non vorresti mai leggere. I killer uccidono la madre e un proiettile colpisce il piedino della bambina. Che fare? I killer scappano e lasciano la bambina a piangere tutta la notte in un casolare assieme alla madre morta. Aspettano istruzioni dal boss che non esita a dare l'ordine di uccidere anche la bambina. Arrivati al casolare la povera Angelica viene ripetutamente sbattuta contro il muro fino a farla morire. Come si può essere così crudeli? Ma soprattutto con che coraggio?
Finisci il libro e ti chiedi come si possa vivere in posti simili, dove lo Stato è assente oppure colluso con la mafia.

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