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Archivio dei bambini perduti
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Luiselli, Valeria

Archivio dei bambini perduti

Roma : La nuova frontiera, 2019

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Lei e lui. Entrambi si occupano di creare documentari sonori, registrare voci e rumori e poi assemblarli in modo da raccontare una storia. Una sorta di etnomusicologi del paesaggio, con l’obiettivo di "organizzare l’eccedenza di suoni generati dalla presenza umana nel mondo".
Ora, su una vecchia Volvo, lasciano New York per andare in Arizona. Assieme a loro i due figli, di cui conosciamo i nomi immaginari: Piuma Veloce e Memphis. Lui insegue un progetto utopico: registrare gli echi degli Apache nel deserto. Lei vuole documentare l’emergenza al confine meridionale, ovvero una marea di bambini, provenienti da El Salvador, Guatemala, Honduras, che attraversano il Messico e cercano di entrare negli Stati Uniti. Da soli, in treno o a piedi. Bambini senza documenti, stranieri, profughi. Molti di loro finiranno in centri di detenzione, in attesa. Altri scompariranno.

Nella sua costruzione, Luiselli - che è stata interprete volontaria al tribunale di New York e si esprime con cognizione - prende spunto/ragiona su/ha a che fare con molte fonti, testuali e non: I Diari di Sontag, Appalachian Spring di Copland, Il Signore delle mosche, Hiroshima Mon Amour, Il paesaggio sonoro di R. Murray Schafer, Space Oddity e un libretto rosso pieno di polaroid che parla di bambini perduti. Ne esce un romanzo notevole e complesso, che si muove almeno su tre piani: racconto di viaggio negli Stati Uniti più lontani dalle immagini da cartolina, la fragilità di una coppia al capolinea, la crisi sociale. Un racconto che si muove nel tempo e soprattutto nello spazio, perché sono i luoghi geografici a scrivere e farci immergere in questa storia famigliare.

La prima metà è tra le cose migliori lette/uscite quest’anno. A tratti Luiselli scrive così bene da creare momenti dalla carica stupefacente. Cede qualcosa nella seconda parte, con il cambio della voce narrante e la sperimentazione più estrema (vedi le 24 pagine consecutive senza un punto) riuscita solo in parte.
Resta in ogni caso uno dei libri del 2019. E alla fine è proprio per lavori come questo che discutere di libri continua a sembrarmi qualcosa di eccitante.
[78/100]

ho letto molto su questo libro, forse è la volta buona che mi decido anch a leggerlo. grazie

Anche io ho deciso di leggere questo libro spinta dal tanto che ne avevo sentito dire - e non mi è completamente piaciuto.
Molto interessante ciò che l'autrice spiega circa l'emergenza migratoria dei tanti bimbi che attraversano da soli il confine Sud degli Stati Uniti, molti perdono la vita camminando e perdendosi nel deserto: "Centinaia di bambini che arrivano soli, ogni giorno, migliaia a settimana. un afflusso massiccio di bambini: non hanno documenti, sono illegali, sono stranieri - dice qualcuno. Sono profughi, hanno diritto all'accoglienza, obiettano altri. E' la legge a stabilire che andrebbero accolti; il Congresso è diviso, l'opinione pubblica è divisa, la stampa sguazza nell'eccesso di polemiche, le organizzazioni no-profit fanno gli straordinari. Tutti hanno un'opinione in merito: nessuno è d'accordo su nulla".

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