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Il bambino magico
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Colombo, Maria Paola

Il bambino magico

Milano : Mondadori, 2016

Abstract: Questa storia inizia in una notte africana, sotto l'albero delle parole. Qui, dove di giorno gli uomini del villaggio si raccolgono per ragionare, nel buio crepitante di lampi un bambino di cinque anni stringe al petto un fagotto. Il bambino si chiama Gora, è figlio di Ibrahima Diop il lottatore e, tra le braccia, regge un neonato con la pelle bianca come il latte di capra. È uno zeruzeru: un africano albino. Una sventura. Un bambino magico. Ma per Gora è soltanto Moussa, suo fratello. Il villaggio di Marindo-Ta, una manciata di capanne e campi di arachidi nel cuore della savana, custodisce il segreto del figlio bianco. Tra le lezioni alla scuola coranica e le scorribande al vecchio recinto, Gora e Moussa crescono inseparabili: un bambino nero e la sua ombra bianca. Ai loro giochi selvaggi si unisce Miriam, che preferisce le corse sfrenate alle bambole di stracci. È testarda, disobbediente e visionaria. Miriam è il primo amore, vissuto con la convinzione assoluta dei bambini, accompagnato dalla promessa folle dell'indissolubilità: insieme, noi tre, sempre. Miriam è il desiderio che spinge a infrangere i divieti, che allarga l'orizzonte delle avventure, oltre il perimetro del villaggio, oltre il confine dell'Africa e dell'infanzia. Fino all'Europa, all'Italia, alle strade di una Milano distratta, dove, ventenni, approdano come migranti, stranieri, ultimi tra gli ultimi. Nel loro sguardo si specchia un'Italia sognata come l'El Dorado che si svela nelle sue contraddizioni, ostilità, solitudini...

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Utente 10581
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Letta la trama, non ho esitato un attimo a comperarlo. Questo libro ti entra dentro fin dalle prime pagine. Si parla di un villaggio africano, con i suoi usi e costumi, con la sua natura selvaggia, un villaggio dove la tecnologia non esiste e quindi si rimane scollegati dal mondo. Ci sono le donne, che con i loro ritmi scandiscono le giornate dell'intero villaggio, ci sono gli uomini, impegnati nei campi a raccogliere i frutti della terra, e ci sono i bambini, tra i quali Gora, Moussa e Miriam. Il destino di questi tre ragazzi è diverso. Intraprendono tutti e tre, ma in tempi diversi, un viaggio che li porterà in Italia. Miriam per lavorare come governante, Gora e Moussa per cercarla. Quante scene abbiamo visto di ragazzi africani che approdano a Lampedusa su dei gommoni? E quanta stanchezza e sofferenza abbiamo visto sui loro volti, senza però capirne il motivo. Il viaggio è lunghissimo, si muore di caldo di giorno e si soffre il freddo la sera. Si è esposti alle intemperie e non ci si può muovere. Gli scafisti poi razionano acqua e cibo e quando questi finiscono solo i più forti resisteranno, gli altri saranno gettati in pasto ai pesci. Poi c'è l'arrivo ed inizia un altro viaggio, quello verso Milano, alla ricerca di Miriam. La stazione centrale diventa protagonista inconsapevole dell'arrivo di tanti migranti, ognuno di loro con una storia di sofferenza alle spalle ed ognuno di loro con un sogno di una vita migliore. Riuscirà Gora a trovare Miriam? E Miriam? Fa veramente la governante? Questo libro racconta una delle tantissime storie approdate su dei barconi provenienti dall'Africa e ci obbliga a riflettere su quanto siamo stupidi noi a non accorgerci di tutto quello che abbiamo, quando ci sono persone che hanno perso tutto e che devono ricominciare da zero in un paese straniero. Saremmo in grado noi di farlo?

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