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Le fragili attese
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Signorini, Mattia

Le fragili attese

Venezia : Marsilio, 2015

Abstract: Questa è la storia della Pensione Palomar, un vecchio stabile a due piani nel quartiere periferico di una grande città. Osservandola dalla strada, incastrata tra due palazzi, sembra appartenere a un tempo che non è più. È la storia di Italo, il proprietario, che a quasi ottant'anni ha deciso di chiudere per sempre. Osserva passare gli ultimi giorni seduto dietro al bancone, mentre rilegge vecchie lettere d'amore scritte da una ragazza negli anni Cinquanta. È anche la storia dei suoi ultimi ospiti: Guido, un professore d'inglese che deve insegnare a parlare a una bambina muta; Lucio Ormea, un uomo alla ricerca del padre che non vede da quando era piccolo; il generale in pensione Adolfo Trento, convinto che la soluzione di ogni pace stia nella guerra; Ingrid, un'arpista con il polso spezzato che lavora come cassiera al supermercato e di notte si accompagna a uomini conosciuti per caso; e infine la domestica Emma, che ha fatto della Pensione Palomar la sua casa da ormai troppo tempo. Sono tutte persone ferme ai margini di un mondo che corre troppo veloce, in attesa che arrivi qualcosa, forse un treno che li porti via, verso una direzione qualsiasi, prima che sia troppo tardi.

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Utente 10581
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Non avevo letto nulla di questo autore e sono rimasta molto sorpresa nel vedere con quanta delicatezza ha raccontato questa storia.
Italo è il classico ragazzo che emigra al nord in cerca di lavoro. Lui che è abituato alla campagna di certo in una metropoli come Milano non ci può stare bene. Alloggiato in una pensione in attesa di un colloquio per lavorare in fabbrica, il destino sembra servirgli su un piatto d'argento una soluzione che solo i più audaci avrebbero avuto il coraggio di prendere. E così Italo ci prende per mano e ci fa entrare nella sua storia. Ci racconta della vita in campagna, della sua scelta di salire al nord, di Emma, Guido, Ingrid, Lucio e Adolfo, tutte persone che in qualche modo hanno avuto il piacere di conoscerlo. E poi ci sono le lettere, ritrovate per puro caso da Italo in un cassonetto dell'immondizia e della sua curiosità di sapere chi sia S., la ragazza che le ha scritte. Queste faranno da collante a tutta la storia e ci trasporteranno in un'altra epoca. Finita di leggere l'ultima riga, capisci che quella che hai appena letto è la storia più bella che ti sia mai capitata di leggere.

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