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Serotonina
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Houellebecq, Michel

Serotonina

Milano : La Nave di Teseo, 2019

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Houellebecq è un autore che si legge a prescindere, ma se finora non vi piaceva questo libro non vi farà cambiare idea. Torna a livelli decisamente migliori rispetto a Sottomissione. Manca forse l’effetto sorpresa, più o meno si sa già dove vuole andare a parare, ma i passaggi da ricordare sono parecchi. All’interno ha alcuni tra i momenti più cupi di sempre.
Il protagonista è Florent-Claude Labrouste. Fa l’agronomo e detesta il suo nome. È un altro dei suoi personaggi simbolo e alter ego: mezza età, bianco, borghese, incapace di stringere relazioni, senza parenti né amici. Prende un antidepressivo, il Captorix, che come effetto secondario causa impotenza.
Ci sono un paio di linee narrative: nella prima Labrouste ci racconta delle donne con cui è stato e con cui ha fatto sesso. In particolare Kate, Claire e Camille, il suo più grande amore. Sembra un po’ una resa dei conti. Nella seconda ritrova Aymeric, suo vecchio amico dai tempi dell’Università. È qui che si manifestano i segni di un’apocalisse, personale e sociale, in cui gli eventi precipitano.
Bulimia sessuale e misoginia ci stanno sempre? Sì, ci stanno. Anche se da un lato Houellebecq è più pacato, dall’altro è tutto ancorato alla memoria più che al presente, visti anche i problemini di cui sopra. Ci sono momenti in cui, in un panorama aridissimo e piacevolmente deprimente, Houellebecq inserisce considerazioni sul sesso che fanno sorridere per quanto sono decontestualizzate, fuorvianti, perfette.
È un romanzo che mette insieme, come al solito, parecchie cose: insoddisfazione, declino della società occidentale, globalizzazione. Suicidi, pedofilia, gang bang con animali. Depressione, psicofarmaci, impotenza. Solitudine. E il fatto che una parte sostanziale del libro sia ambientata tra il 25 e il 31 dicembre non fa che amplificarne il senso di vuoto, di impossibilità di trovare un via d’uscita.
Può anche essere visto come un romanzo d’amore, che alla fine Camille pare Laura o Beatrice per come ne è infatuato il nostro Florent-Claude. Però ok, non prendete l’accostamento troppo alla lettera.
Abrasivo. [78/100]

ANGELA ROSI
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Migliore di altri libri dello stesso autore, mi è piaciuto

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