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Baci a tutti
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Antonello, Andrea <1993- >

Baci a tutti

Milano : Sperling & Kupfer, 2015

Abstract: Essere autistici è un po' come essere alieni: in testa si hanno le regole di un mondo, però si vive in un altro. Che magari non capisce l'importanza di allineare i telecomandi, tenere tutte le finestre chiuse o tutte aperte, toccare la pancia per fare amicizia. Andrea Antonello, il protagonista di "Se ti abbraccio non aver paura", spiega a modo suo cosa significa convivere con gli umani, spesso un po' ottusi perché si affidano solo alle parole per capirsi. Come se gesti, colori e stati d'animo non potessero bastare. Allora è lui che deve cercare un canale di comunicazione: anche se può sembrare un'impresa titanica, con il costante supporto della famiglia Andrea ci sta riuscendo. Ora scrive, sa destreggiarsi nelle complesse regole per ordinare la colazione al bar, non si perde mai (semmai sono gli altri a perdere lui), ha trovato amici veri e forse una strada per il suo futuro. E, più importante, si è costruito un ruolo sul pianeta Terra: quello di testimone di una condizione diversa che non deve essere emarginata e di "guru per pochi", perché con il suo sguardo alternativo arriva subito nel cuore delle cose. Questo libro per la prima volta racconta il mondo dal punto di vista di un ragazzo autistico: la difficoltà di accettarsi e di farsi accettare, l'impegno costante per adattarsi e controllarsi, le facili incomprensioni e i loro esiti, a volte buffi, a volte preoccupanti, e quegli incredibili momenti di grazia in cui un alieno e un umano riescono a incontrarsi.

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Utente 10581
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Questo è uno di quei libri che quando finisci di leggere l'unica cosa che ti viene da dire è grazie.
Grazie ad Andrea che ha voluto condividere la sua storia, raccontando un mondo che noi non conosciamo affatto e del quale spesso abbiamo paura. Quando si sente parlare di autismo penso che l'associazione con il film Rain man interpretato da uno straordinario Dustin Hoffman sia pressochè immediata. Ma poi? Poi però questo mondo andrebbe conosciuto e chi meglio di un suo abitante?
Capitolo dopo capitolo Andrea ci racconta tante cose di sé e pian piano inizi a mettere insieme tutta una serie di nozioni che però non ti portano a vederlo come un ragazzo diverso, bensì speciale. Sì, perchè bisogna essere davvero speciali per vedere il mondo come lo vede lui e forse, per certi versi, un po' ha ragione.
Il capitolo che mi ha colpita di più è quello dove si parla della percezione del tempo.
“Io non ragiono in termini di orologio. Io ragiono in eventi”
In tutta onestà l'ho trovata originale questa concezione del tempo.
Arrivi all'ultima pagina del libro con un po' di tristezza perchè, come spesso capita, lasciare un personaggio come Andrea un po' ti dispiace.
Insomma alla fine ad Andrea ti ci affezioni proprio e non puoi non fare altrimenti.
Baci a tutti!

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