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Le tartarughe tornano sempre
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Napolillo, Enzo Gianmaria

Le tartarughe tornano sempre

Milano : Feltrinelli, 2015

Abstract: Salvatore è nato quando in pochi conoscevano il nome della sua isola: un luogo di frontiera posto alla fine del mondo, con il mare blu e la terra arsa dal sole. È cresciuto sulle barche, vicino alle cassette di alici, con lo sguardo nell'azzurro, sopra e intorno a lui. Forse è lì che tutto è cominciato, tra ghirigori nell'acqua e soffi nel vento. Di sicuro è lì che ha conosciuto Giulia, anche se lei vive a Milano con i genitori emigrati per inseguire lavoro e successo. Da sempre Giulia e Salvatore aspettano l'estate per rivedersi: mani che si intrecciano e non vogliono lasciarsi, sussurri e promesse. Poi, d'inverno, tante lettere in una busta rosa per non sentirsi soli. Finché, una mattina, nell'estate in cui tutto cambierà, Giulia e Salvatore scoprono il corpo di un ragazzino che rotola sul bagnasciuga come una marionetta e tanti altri cadaveri nell'acqua, affogati per scappare dalla fame, dalla violenza, dalla guerra. Gli sbarchi dei migranti cominciano e non smettono più. L'isola muta volto, i turisti se ne vanno, gli abitanti aiutano come possono. Quando Giulia torna a Milano, il filo che la lega a Salvatore si allenta. La vita non è più solo attesa dell'estate e amore sincero, corse in spiaggia e lanterne di carta lanciate nel vento. La vita è anche uno schiaffo, un risveglio, la presa di coscienza che al mondo esistono dolore e differenze. Una scoperta che travolge i due ragazzi e che darà valore a tutte le loro scelte, alla loro distanza e alla loro vicinanza.

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Utente 10581
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Come spesso dico sempre non sono io a scegliere i libri, ma sono loro a scegliere me. Colpita dalla copertina l'ho acquistato senza alcuna ombra di dubbio, consapevole del fatto che mi sarebbe piaciuto. Quando poi ho letto la trama sono rimasta di stucco. Sì perchè l'autore racconta di cose a me note, non solo viste in tv e che riportano alla mia mente i volti di tutte quelle persone che hanno fatto ingresso in uno dei tanti centri di accoglienza di Milano, dove per un anno ho fatto la volontaria. Per me questo libro rappresenta una congiunzione tra la Sicilia e la Lombardia, tra Lampedusa, dove gli immigrati ricevono subito una prima assistenza e Milano dove permangono fino a quando non trovano un passaggio per il nord Europa.
Che dire di Giulia e Salvatore? Non sono personaggi che si dimenticano tanto facilmente. Con i loro mondi tanto diversi e tanto distanti hanno dimostrato che nonostante tutto è difficile spezzare un legame fatto di tanti piccoli gesti che spesso, in una città caotica come Milano, si perdono.
C'è l'isola, che non viene mai chiamata con il suo nome, ma sempre l'isola. C'è il suo mare azzurro, le sue spiagge, la natura ancora incontaminata e la voglia di andarci c'è tutta.
Ci sono anche loro, gli isolani che improvvisamente vedono stravolta la loro vita da tutte queste persone che arrivano da paesi diversi, che parlano lingue differenti e che, senza volerlo, portano un bel po' di movimento ad uno stile di vita fatto di lenti ritmi quotidiani. Nonostante tutto però la solidarietà regna sovrana perchè queste persone sanno benissimo di essere una porta di ingresso, il primo approdo possibile da chi scappa dalla guerra.
Come viene scritto nel libro “Giulia e Salvatore ora ne sono sicuri. L'isola è di chi rimane e di chi arriva. Non di chi se e va. Non di chi dimentica.”
Spero di tutto cuore che questo libro venga letto dal maggior numero di persone possibili affinchè il nome di quest'isola non cada nel dimenticatoio.

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