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Primo sangue
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Scopelliti, Rosanna

Primo sangue

[Milano] : BUR Rizzoli, 2010

Abstract: Il 9 agosto 1991 il giudice Antonino Scopelliti veniva ucciso in un agguato a Campo Calabro, lasciando la moglie e la figlia di sette anni Rosanna, della cui esistenza, per motivi di sicurezza, pochissimi sapevano. La morte di Scopelliti, impegnato in quei giorni in Cassazione per il maxi-processo di Palermo, apriva di fatto la stagione delle stragi, il duro ambiguo confronto tra Stato e mafia che avrebbe portato, poco dopo, alle morti di Falcone e Borsellino. Iniziava così una collaborazione inedita e pericolosissima tra mafia e 'ndrangheta, senza l'assenso della quale non sarebbe stato possibile giustiziare un magistrato in terra calabrese. Eppure il caso fu facilmente insabbiato; i colpevoli, identificati in membri della 'ndrangheta ma, prima ancora, in Totò Riina e Nitto Santapaola quali mandanti, saranno tutti assolti dopo una lunga e dolorosa vicenda processuale. In Primo sangue Aldo Pecora riapre il caso Scopelliti ricostruendo una vicenda che ancora costituisce una vergogna per le nostre istituzioni, e narrando non solo eventi inediti, ma una storia familiare difficilissima. Il dolore per quella morte tanto feroce porterà con gli anni Rosanna a impegnarsi attivamente, assieme allo stesso Pecora, nel contrasto civile alla 'ndrangheta con l'associazione Ammazzateci Tutti. Nel tentativo ancora oggi in atto, di fare giustizia anche per la memoria di Antonino Scopelliti.

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Utente 10581
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"In un'intervista alle Iene disse che l'ndrangheta finirà solo con la fine dell'uomo. E' stata una provocazione, o lo crede davvero?
Lo credo davvero. Perchè se i politici facessero tutte le modifiche normative che servono potrebbero ridurre la 'ndrangheta anche dell'80 per cento. Ma comunque la'ndrangheta non finirà mai perchè ognuno di noi ha un pezzettino di 'ndrangheta dentro di sè!"
Se di Falcone e Borsellino ancora se ne parla, l'omicidio del giudice Scopelliti è andato nel dimenticatoio. Eppure era parte anche lui del maxiprocesso. Inquietante poi che a distanza di vent'anni tutti i colpevoli siano stati assolti. Inquietante il silenzio attorno a questa vicenda. Inquietante che sia andato tutto nel dimenticatoio. L'intervista con Gratteri mi è piaciuta molto.
"Nel campo della repressione, che tipo di risposta sta dando la politica? Sta recependo le numerose richieste di intervento, modifica, abrogazione normativa che provengono dalla magistratura? Assolutamente no. E' sotto gli occhi di tutti quello che ha fatto la politica. La risposta non è adeguata. Il problema è che lo Stato italiano non è coerente. I nostri politici, sia di destra che di sinistra, vanno in Parlamento a parlare contro la mafia, ma poi non adottano leggi adeguate a contrastarla. Con il risultato che oggi queste organizzazioni sono più pericolose. Soprattutto la 'ndrangheta, che è ricchissima e infiltrata nelle istituzioni. Perchè se la 'ndrangheta fosse un corpo estraneo alle istituzioni allora non esisterebbe da anni. La 'ndrangheta è costretta a mimetizzarsi tra i palazzi del potere."
Io mi auguro che le nuove generazioni riescano in quel riscatto tanto sperato da tutti, con l'aiuto di quello Stato che torna a fare lo Stato!

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