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Il Califfato del terrore. Perché lo Stato islamico minaccia l'Occidente
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Molinari, Maurizio

Il Califfato del terrore. Perché lo Stato islamico minaccia l'Occidente

Rizzoli, 29/01/2015

Abstract: Decapitazioni di arabi e occidentali e attentati nel cuore di un'Europa incredula, donne schiavizzate, bambini trasformati in killer, pulizia etnica, fosse comuni e la richiesta di obbedienza assoluta. Da Aleppo a Baghdad lo Stato Islamico guidato dal Califfo Abu Bakr al-Baghdadi ridisegna la geografia del Medio Oriente e incombe minacciosamente su di noi. Ma da dove vengono i jihadisti che vogliono purificare il mondo dagli infedeli? Maurizio Molinari rivela in questo libro la genesi di un'ideologia religiosa totalitaria che evoca le brutalità di Hitler e Stalin, travolge l'Islam e genera violenze orrende. Comprese le stragi come quelle di Parigi, nella redazione del settimanale "Charlie Hebdo" e nel supermercato "Yper Cacher". Sono terroristi che nascono dall'odio per il prossimo, amano la morte, reclutati e addestrati per fare scempio di chiunque non la pensa come loro: musulmano, cristiano, ebreo o ateo poco importa. "Osama Bin Laden voleva sconvolgere l'America per spingerla a ritirarsi dal Medio Oriente" scrive Molinari, "al-Baghdadi ha trasformato la guerra santa in uno Stato con cui tutti dobbiamo fare i conti". Uno Stato che si basa su un buon sistema amministrativo perché a differenza di altri gruppi jihadisti, il Califfo sa che per consolidare il consenso l'arma migliore è quella di distribuire pane, acqua ed elettricità, facendo attenzione ad assumere gli ingegneri giusti per gestire dighe e pozzi petroliferi. La ferocia dei tagliagole è solo la punta dell'iceberg di un potere, efficiente e barbarico, che mette a rischio anche la nostra sicurezza.

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Utente 10581
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“Il messaggio del Califfato evoca la rinascita di al-Sham, la nazione araba che corrisponde agli attuali territori di Iraq, Siria, Giordania, Libano, Israele e Autorità nazionale palestinese, promettendo ai sunniti un ritorno ai fasti delle origini dell'Islam e la resa dei conti con i rivali dell'Hegiaz (la Penisola arabica) e gli odiati nemici sciiti”.
Inizia così questo libro che consiglio di leggere a tutte quelle persone che vogliono capire qualcosa sul Califfato e su tutti i suoi proclami. Sono tante le sottolineature a questo libro, ma sono state altrettante le volte che ho dovuto fermarmi per respirare.
Sono tanti i capitoli che definisco agghiaccianti. Il primo riguarda la scuola.
“Abolite musica, arte e filosofia, cancellato ogni riferimento alle nazioni di Siria e Iraq, nessun contatto maschile e interruzione obbligatoria delle lezioni in coincidenza con le preghiere. In secondo luogo, nelle scuole dell'area che si estende dalla periferia di Aleppo a quella di Baghdad non è più possibile studiare musica, arte, filosofia, sociologia, psicologia, storia nonché educazione religiosa di fedi diverse dall'Islam sunnita. Considerate “diaboliche” e “devianti” queste materie sono scomparse del tutto, mentre fisica, chimica, matematica e scienze restano nei curriculum, seppur con alcune limitazioni.” Chi trasgredisce verrà punito.
Il secondo riguarda i bambini.
“Massacrare i genitori per rubargli i figli: da Aleppo a Mossul, l'Isis applica il metodo degli orfanotrofi trasformati in prigioni per centinaia di bambini, figli di sciiti, curdi o yazidi passati per le armi. L'intento è indottrinarli, farne dei martiri e usarli come kamikaze contro le stesse etnie da cui provengono, o contro altri nemici. Secondo il documento della Commissione indipendente d'inchiesta sui diritti umani in Siria, i jiadisti “sequestrano i figli delle vittime, ma sono anche responsabili di decapitazioni di bambini di 15 anni come di amputazioni e fustigazioni a cui i minorenni sono obbligati ad assistere, attraversando poi strade costellate di crocifissioni, al fine di indottrinarli.
Il terzo e il più difficile da leggere riguarda le donne.
“ Per Zangana si contano almeno settecento detenute, ma il numero varia a seguito di catture e vendite, e quelle che non si convertono vengono violentate da dozzine di jiadisti in tre grandi “stanze degli orrori” dove i miliziani, arabi o stranieri, si alternano in continuazione. Ciò che più colpisce, nel racconto dei testimoni oculari e dei sopravvissuti, è come l'Isis adoperi la schiavizzazione delle donne al fine di sottomettere le comunità religiose non musulmane.
“Sono stata fermata con l'accusa di indossare il niqad trasparente” e dopo essere stata portata nel quartiere generale di al-Hesbah mi è stato chiesto se preferivo essere punita con frustate oppue con il pincer.” La giovane teme la frusta e, non conoscendo il pincer, spera che sia una punizione minore, ma appena lo vede deve ricredersi: è una tenaglia gigante, di metallo, che a ognuna delle estremità ha due grandi aghi destinati ad essere infilati dentro i seni per “distruggere la sessualità femminile”
Finisci il libro e non hai parole. Se l'Europa non si sveglia prevedo tempi brutti per tutti!

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“Il messaggio del Califfato evoca la rinascita di al-Sham, la nazione araba che corrisponde agli attuali territori di Iraq, Siria, Giordania, Libano, Israele e Autorità nazionale palestinese, promettendo ai sunniti un ritorno ai fasti delle origini dell'Islam e la resa dei conti con i rivali dell'Hegiaz (la Penisola arabica) e gli odiati nemici sciiti”.
Inizia così questo libro che consiglio di leggere a tutte quelle persone che vogliono capire qualcosa sul Califfato e su tutti i suoi proclami. Sono tante le sottolineature a questo libro, ma sono state altrettante le volte che ho dovuto fermarmi per respirare.
Sono tanti i capitoli che definisco agghiaccianti. Il primo riguarda la scuola.
“Abolite musica, arte e filosofia, cancellato ogni riferimento alle nazioni di Siria e Iraq, nessun contatto maschile e interruzione obbligatoria delle lezioni in coincidenza con le preghiere. In secondo luogo, nelle scuole dell'area che si estende dalla periferia di Aleppo a quella di Baghdad non è più possibile studiare musica, arte, filosofia, sociologia, psicologia, storia nonché educazione religiosa di fedi diverse dall'Islam sunnita. Considerate “diaboliche” e “devianti” queste materie sono scomparse del tutto, mentre fisica, chimica, matematica e scienze restano nei curriculum, seppur con alcune limitazioni.” Chi trasgredisce verrà punito.
Il secondo riguarda i bambini.
“Massacrare i genitori per rubargli i figli: da Aleppo a Mossul, l'Isis applica il metodo degli orfanotrofi trasformati in prigioni per centinaia di bambini, figli di sciiti, curdi o yazidi passati per le armi. L'intento è indottrinarli, farne dei martiri e usarli come kamikaze contro le stesse etnie da cui provengono, o contro altri nemici. Secondo il documento della Commissione indipendente d'inchiesta sui diritti umani in Siria, i jiadisti “sequestrano i figli delle vittime, ma sono anche responsabili di decapitazioni di bambini di 15 anni come di amputazioni e fustigazioni a cui i minorenni sono obbligati ad assistere, attraversando poi strade costellate di crocifissioni, al fine di indottrinarli.
Il terzo e il più difficile da leggere riguarda le donne.
“ Per Zangana si contano almeno settecento detenute, ma il numero varia a seguito di catture e vendite, e quelle che non si convertono vengono violentate da dozzine di jiadisti in tre grandi “stanze degli orrori” dove i miliziani, arabi o stranieri, si alternano in continuazione. Ciò che più colpisce, nel racconto dei testimoni oculari e dei sopravvissuti, è come l'Isis adoperi la schiavizzazione delle donne al fine di sottomettere le comunità religiose non musulmane.
“Sono stata fermata con l'accusa di indossare il niqad trasparente” e dopo essere stata portata nel quartiere generale di al-Hesbah mi è stato chiesto se preferivo essere punita con frustate oppue con il pincer.” La giovane teme la frusta e, non conoscendo il pincer, spera che sia una punizione minore, ma appena lo vede deve ricredersi: è una tenaglia gigante, di metallo, che a ognuna delle estremità ha due grandi aghi destinati ad essere infilati dentro i seni per “distruggere la sessualità femminile”
Finisci il libro e non hai parole. Se l'Europa non si sveglia prevedo tempi brutti per tutti!

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