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Il fondamentalista riluttante
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Hamid, Mohsin

Il fondamentalista riluttante

Torino : Einaudi, [2008]

Abstract: Ogni impero ha i suoi giannizzeri, e Changez è un giannizzero dell'Impero Americano. Giovane pakistano, ammesso a Princeton grazie ai suoi eccezionali risultati scolastici, dopo la laurea summa cum laude viene assunto da una prestigiosa società di consulenza newyorkese. Diventa cosi un brillante analista finanziario, sempre in viaggio ai quattro angoli del mondo. Impegnato a volare tra Manila e il New Jersey, Lahore e Valparaiso, e a frequentare l'alta società di Manhattan al braccio della bella e misteriosa Erica, Changez non si rende conto di far parte delle truppe d'assalto di una vera e propria guerra economica globale, combattuta al servizio di un paese che non è il suo. Finché arriva l'Undici settembre a scuotere le sue certezze. Vidi crollare prima una e poi l'altra delle torri gemelle del World Trade Center. E allora sorrisi. È questo il primo sintomo di un'inarrestabile trasformazione. Il businessman in carriera, rasato a puntino e impeccabilmente fasciato nell'uniforme scura del manager, comincia a perdere colpi. La produttività cala e la barba cresce, quella barba che agli occhi dei suoi concittadini fa di ogni arabo un potenziale terrorista. E mentre gli Stati Uniti invadono l'Afghanistan, il Pakistan e l'India sembrano sull'orlo di una guerra atomica, giunge per Changez il momento di compiere un passo irreversibile...

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"Io non ero in guerra con gli Stati Uniti. Anzi, ero il prodotto di un'università americana; stavo guadagnando un lucroso salario americano; ero infatuato di una donna americana. Perchè allora una parte di me desiderava il male degli Stati Uniti?"
"Riflettevo su quanto mi avesse sempre urtato il modo in cui gli Stati Uniti si comportano nel mondo; la continua intromissione del vostro paese negli affari degli altri è insopportabile. Vietnam, Corea, Taiwan, il Medio Oriente e adesso l'Afganistan: in ognuno dei grossi conflitti e delle prove di forza che hanno dilaniato l'Asia, il mio continente natale, gli Stati Uniti hanno giocato un ruolo centrale."
Come si sente un pakistano dopo l'11 settembre? Dall'avere tutto a perdere tutto? E' quello che prova a spiegare l'autore di questo libro immaginando un colloquio con un ipotetico "signore" al quale raccontare la storia.

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