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Siria mon amour
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el-Nasif, Amani - Obber, Cristina <1964- >

Siria mon amour

Milano : Piemme freeway, 2013

Abstract: Amani è nata in Siria ma è cresciuta in Italia. Quando compie sedici anni, con una scusa, la madre la porta nel suo paese di origine per qualche giorno. Dopo i primi entusiasmi per un mondo diverso e affascinante, ricco di profumi e sapori nuovi, Amani scopre di essere stata in realtà fidanzata a un cugino, mai conosciuto e mai amato. Le dicono che in Italia non tornerà più. Amani si ribella a quel fidanzamento e a quell'uomo, pagando un prezzo molto alto, in una realtà dura e violenta dove le donne non sono che oggetti sotto la tutela dei maschi. Lontana dalle sue amiche e da Andrea, il suo ragazzo, Amani resisterà e lotterà fino a riprendersi la sua vita.

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“Sono 70 milioni le spose bambine nel mondo che prima dei 18 anni sono costrette a subire un matrimonio forzato”.
Libro letto in un solo pomeriggio, con la rabbia che scorre nelle vene, perché quello che leggi appartiene ad una realtà talmente distante dalla tua, che spesso sei costretta a rileggere alcune frasi per essere certa di aver capito bene.
“Nief, in qualità di promesso sposo, aveva acquistato su di me un potere riconosciutogli da tutta la comunità. Anche quello di picchiarmi. Mi stava sempre appiccicato, mi seguiva ovunque, era un tormento. Sotto i baffetti appena accennati il suo sarcasmo trapelava in un sorriso abbozzato e volgare.Un giorno sono uscita in cortile per prendere un po’ d’aria e me lo sono trovato di fronte appostato da chissà quanto. “Dobbiamo parlare” ha detto. “Non voglio parlarti, non ti sposerò, mai! Mai! “ Era il mio promesso sposo. Mi ha dato un calcio e qualche pugno. Sono finita a terra. Si è tolto il berim e lo ha usato su di me. Nessuno è intervenuto. Nessuno interviene mai. I litigi delle coppie finiscono così nel villaggio di Al Karatz. Poi la donna obbedisce e tutto torna come prima. Io però ho reagito, ho calciato, l’ho graffiato in volto. “Non ti sposerò mai, mai! Solo morta, solo morta! Per lui è stato un affronto inaccettabile. Nei giorni successivi tutti lo prendevano in giro per quei segni sul viso e questo lo ha incattivito ancora di più. Non vedeva l’ora di punirmi. Sarà per questo che un sabato pomeriggio me ne ha date il triplo”.

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