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La guerra dentro
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Borri, Francesca

La guerra dentro

Milano : Grandi Tascabili Bompiani, 2014

Abstract: Il 21 agosto 201 3 un attacco chimico alla periferia di Damasco ricorda al mondo l'esistenza della guerra in Siria, già in corso da due anni. L'intervento occidentale sembra imminente, decine di giornalisti accorrono alla frontiera per poi sparire delusi quando Obama decide di non bombardare. Lasciano dietro di sé 1 26.000 vittime accertate, 200.000 stimate, e oltre metà della popolazione sfollata o rifugiata nei paesi vicini: secondo le Nazioni Unite, la peggiore crisi umanitaria dai tempi della seconda guerra mondiale. Francesca Borri copre per mesi la battaglia di Aleppo da reporter freelance e capisce presto di trovarsi su un duplice fronte: quello di una guerra senza regole, dove non esiste alcuna distinzione tra civili e combattenti, ma anche il fronte quotidiano dei rapporti con i caporedattori e gli altri giornalisti, in cui dominano cinismo, competizione, superficialità. Un viaggio nella guerra, ma anche nei meccanismi a noi nascosti con cui viene costruito, e spesso distorto, il suo racconto. Un viaggio che investe come un colpo di mortaio tutto quello in cui crediamo, il lavoro, l'amicizia, le ambizioni, e ci costringe a non sprecare più niente della bellezza della vita.

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Utente 10581
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"Bombardavano tutto, ed io eri li in un angolo con quest'aria - che altra aria puoi avere se forse tra un minuto muori? - E Jonathan mi squadra e mi fa:" questo non è un posto per donne". A uno così, ma che vuoi dirgli? "Idiota: questo non è un posto per nessuno".
"Assad ha il sostegno dell'Iran per solidarietà sciita, certo, ma soprattutto perchè è attraverso il territorio siriano che Hezbollah, in Libano, riceve armi dall'Iran, e per conto dell'Iran tiene sotto pressione Israele. E poi Assad, oltre all'Iran, ha al suo fianco la Russia: e la Russia non è sciita. Però ha in Siria, a Tartous, l'ultima sua base sul Mediterraneo, e solo attraverso la Siria può ancora avere voce in Medio Oriente. E più ancora che per Tartous, Putin è con Assad perchè sa che ogni rivolta per la libertà, anche la più lontana, è una scintilla che può incendiargli la Russia. Per Putin nessuno deve intervenire in Siria perchè nessuno deve intervenire in Cecenia".
"E soprattutto aveva ragione Assad, la Siria è diversa". Solo su un punto dissi ad Abdallah, la Siria non sembra essere diversa: l'Europa, al solito è assente. La priorità, per noi, è l'economia: salvare la Grecia, la Spagna - non la Siria. E invece, oggi è venuto fuori che la Francia ha comperato da Assad le coordinate satellitari di Gheddafi, durante la guerra in Libia, per eliminarlo prima che raccontasse delle sue altolocate amicizie d'oltremare. E ha pagato con l'impegno al silenzio. L'impegno a non intervenire"
Questo è uno di quei tanti libri che lo trovi solo se lo cerchi, altrimenti rimane nascosto sugli scaffali delle librerie. Testimonianza diretta di chi la guerra l’ha vista, respirata e documentata.

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