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I fiori di sabbia
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Addison, Corban

I fiori di sabbia

Sperling & Kupfer, 19/06/2013

Abstract: A volte dalla sabbia del deserto nascono i fiori più belli. Zoe Fleming, figlia di un senatore del Congresso americano, ha seguito la passione per la giustizia e, anche se giovanissima, è già un avvocato di successo. Per lei, vivere in un mondo giusto è più di un sogno: è la sua ragione di vita. Per questo ha deciso di partire, e di mettersi al servizio di chi ha meno di tutti. Arriva cos in Zambia, a Lusaka, per lavorare in un'associazione non profit che difende i diritti dei bambini. Qui, una notte, viene chiamata all'ospedale locale per occuparsi di una ragazzina vittima di una brutale violenza. È sotto shock e incapace di parlare. Come scoprirà Zoe, si chiama Kuyeya e, anche se ha solo quattordici anni, di cose ne ha gi viste molte. Il suo sguardo è buio come un pozzo, svuotato dalla luce dei sogni. Zoe la prende sotto la sua protezione e decide di dare la caccia al colpevole. L'unico che ha il coraggio di seguirla nella sua indagine è Joseph, un poliziotto del luogo. Un angelo che vive tutti i giorni all'inferno. Insieme con lui Zoe condurrà la sua battaglia: fino a scoprire che il responsabile è qualcuno di molto potente, protetto dal governo corrotto del Paese. Ma nonostante questo la loro lotta non si ferma: perché quello che Zoe e Joseph vogliono più di tutto è far tornare il sorriso sulle labbra di Kuyeya.

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"Camminava lungo la strada buia. I fanali delle auto che le passavano accanto la illuminavano, ma nessuno prestava attenzione o badava al fatto che fosse sola. I passi erano decisi ma irregolari perchè aveva una gamba più corta dell'altra. Indossava un vestito che non la proteggeva granchè dal freddo di fine inverno, ma cercava di non pensarci. A preoccuparla era l'appartamento che aveva lasciato."
Non riesco a descrivere quello che ho provato leggendo questo libro, scritto da un avvocato che si occupa di violazione dei diritti umani. Da una parte c'è l'Africa, con i suoi profumi, colori, descrizioni. Dall'altra c'è la storia di Kuyeya, bambina disabile che ha avuto la sfortuna di nascere nella parte di mondo sbagliata. Sì, perchè in certi stati africani come lo Zambia, certi "santoni" consigliano di fare sesso con minori vergini per guarire dall'Aids.
Copio quanto scrive l'autore nella sua nota finale:
"Due cose mi hanno colpito, mentre conducevo le mie ricerche per questo romanzo: la prima, è che nonostante l'attenzione dedicatagli, il marchio dell'infamia associato all'Hiv rimane radicato in ogni parte del mondo; la seconda è che indipendentemente dallo straordinario successo del PEPFAR e dal Global Fund, che hanno posto un freno alla pandemia dell'Aids salvando milioni di vite, le nazioni occidentali, Stati Uniti inclusi, stanno tagliando gli aiuti destinati a tali programmi, proprio quando le ricerche confermano che un trattamento tempestivo con farmaci antiretrovirali può ridurre drasticamente la trasmissione del virus. Quello che un tempo sembrava inconcepibile, un futuro senza Aids, è oggi una possibilità. Ma non si realizzerà se il mondo ricco non continuerà a impegnarsi negli aiuti umanitari. La buona notizia è che fondazioni private, persone facoltose e organizzazioni benefiche stanno rimediando almeno in parte alla latitanza dei governi"

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