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Prima che vi uccidano
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Fava, Giuseppe <1925-1984>

Prima che vi uccidano

Milano : Bompiani, 2009

Abstract: Non ci sono vinti, in questo romanzo, e neppure vincitori. Non esiste una soluzione e nemmeno una verità. La verità, in Prima che vi uccidano, è solo quella della violenza e della ribellione. Si ribella Turi Scirpu, il padre di Stellina, che lavora come un mulo per pagare i debiti contratti per comprare da un latifondista la terra che lavora. Si ribella Possano, il predicatore pazzo che dice verità incomprensibili e finisce sgozzato. Si ribella Michele alla miseria della propria esistenza diventando brigante per riaffermare il diritto a sperare. Si ribella Alfio, il fratello di Stellina, che lascia tutto, col cuore straziato, per cercare fortuna in Venezuela. Si ribella perfino Stellina: ed è, la sua, la ribellione più sofferta e silenziosa, la ribellione contro la malattia e la morte. In tutti, sotto la ribellione, la passione di vivere, il disperato bisogno di avere speranze. Prefazione di Roberto Saviano.

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“Pippo Fava oggi va riscoperto. Andrebbe riscoperto non come simbolo, non come giornalista, ma come scrittore: perché nei suoi romanzi ha raccontato la sua terra scardinando l’immagine folcloristica dominante della Sicilia, tracciando invece un percorso narrativo di analisi antropologica assai più complesso e variegato.”

Scrive così Roberto Saviano nella sua bella prefazione.

Infatti in questo romanzo si racconta di una Sicilia a noi molto lontana, dove si parla di podestà, di povera gente che lavorava nelle cave per poche lire al giorno, di chi voleva comperarsi un pezzo di terra e veniva messo nella condizione di non poterlo fare, e dove chi alla fine è costretto ad emigrare perché non ha alternative.

Tristissima la storia di Michele e Stellina, i due “Giulietta e Romeo” che vivono la loro storia d’amore nonostante le molte difficoltà, senza il lieto fine purtroppo.

Triste ma commovente anche la vicenda del padre di Stellina, che lavora una vita per poter comperarsi un pezzo di terra, ma che purtroppo è costretto a vendere tutto per poter salvare inutilmente la figlia.

Alla fine di questo romanzo ti rimane molta amarezza per tutti i soprusi che hanno dovuto subire queste persone, per l’arroganza dei “ricchi” che le hanno usate a proprio piacimento , e per lo Stato, che come spesso capita fa finta di non vedere perché forse è più comodo così.

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