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La figlia dello straniero
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Oates, Joyce Carol

La figlia dello straniero

Milano : Mondadori, 2008

Abstract: Rebecca è una donna dai molti segreti. Mentre si sposta lungo l'America tenendo stretto per mano il figlio Niley, lascia dietro di sé pezzi enormi del suo passato. Una famiglia giunta dall'Europa carica degli orrori della Seconda guerra Mondiale, un marito che trova sfogo alla durezza della vita quotidiana nella violenza sulla propria moglie, una lettera da un lontano cugino, sopravvissuto all'Olocausto, che le rivela dei suoi genitori più di quanto essi avrebbero mai voluto confessare. L'unica soluzione, per Rebecca e Niley, sembra dunque quella di partire. Partire e reinventarsi. In fondo l'America, è anche questo. Ma riuscirà quel giovane, immenso e violento paese a proteggere una madre e un figlio?

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FLAVIA MUCCINI
24 posts

!SPOILER!
L'ho letto pensandolo una storia di redenzione, invece in fin dei conti la protagonista non riesce mai a dire la verità su di sé né al figlio né al marito, che pure la adora. Morire così, senza aver parlato mai, senza essersi mai mostrata per quello che veramente era, mi è spiaciuto. Almeno ha parlato con la cugina, e si capisce il bisogno disperato che aveva di incontrarla, di confrontarsi con qualcuno. Più volte, nelle lettere, ha parlato della sua solitudine. Comunque è un libro molto bello, intenso, che si legge volentieri anche nella parte iniziale, dove racconta questa infanzia veramente spaventosa, e anche dove parla del marito violento. Grande scrittura. Ho poi saputo che si tratta di una rielaborazione di una vicenda familiare dell'autrice: l'amatissima nonna era di origini ebraiche e suo padre si suicidò con un colpo di fucile in faccia, proprio come Jacob Schwart.

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