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Utente 43221
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Il romanzo che ha letteralmente inaugurato il genere post apocalittico 'zombie – survival' nella narrativa contemporanea, "Io Sono Leggenda" di Richard Matheson (edito nel 1954), rappresenta nella storia della letteratura l'incontro tra Robinson Crusoe e Dracula.

Questi due personaggi, nati all'alba del romanzo moderno e espressione l'uno del mito della sopravvivenza alla catastrofe e l'altro dell'orrore nascosto nelle pieghe più oscure dell'essere umano, insieme ai timori profetici per il futuro distopico materializzatesi nell'inconscio collettivo in seguito alla tragedia atomica e alimentati dal terrore di una nuova bomba, quella batteriologica, costituiscono l'infrastruttura narrativa e ermeneutica che si cela dietro al veloce, diretto e affilato racconto di Matheson.

Io sono Leggenda rappresenta uno dei nuovi punti d'incontro e nodo del canone stabilito, sopra tutti, dalle opere di Poe e Lovecraft e nasce dalla crasi tra il romanticismo orrorifico del romanzo gotico e l'incursione dei metodi dell'approccio scientifico e delle riflessioni sociologiche nella narrativa ormai avviata, ai tempi della nascita della fiction sci-fi, a sondare i limiti dell'immaginario umano e a proteggerlo e metterlo in guardia dall'avverarsi dell'apocalisse umana, batteriologica, ambientale.

Lo stesso nodo sorgente che ha animato le macchine da scrivere di William Golding, Philip K Dick, Kurt Vonnegut,
Cormac McCarthy. Non a caso il romanzo di Golding Il Signore delle Mosche, che narra il tentativo di un gruppo di ragazzini bloccati su un'isola deserta di autogovernarsi e sopravvivere all'orrore, esce proprio nel 1954 come Io Sono Leggenda.

La sopravvivenza, la risoluzione dei problemi, il susseguirsi di conflitti, l'analisi dei possibili scenari futuri sono alla base del romanzo moderno e in un'ottica antropologica della letteratura tout-court. Leggiamo per evadere o per sopravvivere? Il protagonista di Io Sono Leggenda non ha dubbi e quando si reca nella biblioteca di una Los Angeles resa deserta e mortifera a causa di un'epidemia che ha trasformato gli uomini in vampiri, lo fa per una sola ragione rimanere in vita e trovare una cura per l'epidemia che ha cancellato l'umanità, mentre ogni istante è dedicato alla lotta contro gli zombie ma prima di tutto contro la sua solitudine e la spinta ad annegarsi nel whisky.

In Io Sono Leggenda, come in Dracula e Frankestein, il terrore è il palcoscenico narrativo per una riflessione filosofica ed etica sul diverso, sullo strano e inquietante che avvolge il mondo nelle sue pieghe più imperscrutabili, sulle relazioni tra esseri umani e animali lungo la linea d'ombra della solitudine totale e della banalità del male.

L'eco di quest'opera e dell'immaginario di Matheson nella narrativa successiva è gigantesco e mette i brividi, Matheson, e le sue successive opere e sceneggiature, hanno ispirato autori come Stephen King, Joe. R. Lansdale, Ammaniti (Anna, l'ultimo suo romanzo (2015) è in fondo l'unione tra Io Sono Leggenda e il Signore delle Mosche).

Uno dei momenti più alti del romanzo Io Sono Leggenda, il punto dove l'estremo orrore incontra la dolcezza più innocente è l'incontro del protagonista Robert Neville con un cane superstite. Che sia stata proprio la lettura di questo passaggio a ispirare quindici anni dopo Harlan Ellison per la stesura del romanzo breve di fantascienza apocalittica "Un ragazzo e il suo cane" vincitore del premio Nebula per il miglior romanzo breve nel 1969? E' molto probabile. Del resto anche il sopracitato Anna di Ammaniti, inizia proprio con l'incontro tra una ragazza e un cane in una Sicilia post apocalittica. Gli amici, del resto, si vedono nel momento del bisogno, e sembrerebbe proprio che il migliore amico dell'uomo rimanga tale anche quando di uomo ne è rimasto solo uno. Un libro, Io Sono Leggenda, oltre che imperdibile, fondamentale.

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