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Le quattro casalinghe di Tokyo
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Kirino, Natsuo - Rey, Pierre

Le quattro casalinghe di Tokyo

Vicenza : Neri Pozza, 2008

Abstract: La pazienza di Yaoyoi, della dolce e graziosa Yaoyoi, si è rotta oggi improvvisamente come un filo. Nell'ingresso di casa, davanti alla faccia insopportabilmente insolente di Kenji, il marito che ha dilapidato tutti i suoi risparmi, Yaoyoi si è tolta la cinghia dei pantaloni e l'ha stretta intorno al collo del disgraziato. Kenji ha tentato di afferrare la cintura, ma non ne ha avuto il tempo. La cinghia gli è penetrata subito nella carne. È stato buffo vedere come il collo di Kenji si sia piegato all'indietro e le mani abbiano cominciato ad annaspare disperatamente nell'aria. Sì, buffo, veramente buffo, poiché un uomo così, un infelice che beve e gioca, non si cura dei figli, è attratto da donne impossibili e picchia la moglie, non meritava certo di vivere! Le gambe abbandonate storte sul pavimento di cemento dell'ingresso, accasciato sulla soglia, la testa tutta girata, Kenji, a un certo punto, non si è mosso più. Yaoyoi gli ha messo allora una mano sul collo per sentire le pulsazioni. Niente. Sul davanti dei pantaloni ha visto una macchia bagnata. E ha riso, stupefatta della forza furiosa, della crudeltà di cui era stata capace. Ha riso anche quando Masako e Yoshie, le fedeli amiche, l'hanno aiutata trasportando il cadavere a casa di Masako, tagliandolo a pezzetti e gettando poi i resti in vari bidoni d'immondizia.

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Thriller scorrevole ed intrigante - a tratti horror.
Letto tutto d'un fiato, è molto coinvolgente.

Un buon libro scritto in maniere avvincente e con un ritmo incalzante per tutte le oltre 650 pagine. Consigliato non solo a chi piace il genere thriller/giallo ma anche a chi fosse interessato a uno spaccato della realtà giapponese non scontata. Molto belle queste quattro figure femminili, ognuna diversa dalle altre ma tra loro accomunate da un'unico senso di rivalsa verso un mondo (a mio parere) particolarmentre maschilista come quello giapponese contro il quale si "affrancano" ognuna a modo proprio a seconda del loro carattere e personalità.

Utente 2856
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Concordo, è un libro che appassiona con risvolti non banali. Interessanti le caratteristiche psicologiche delle protagoniste tutte soverchiate da una struttura sociale opprimente e maschilista. Sicuramente la narrazione non strizza l'occhio al Giappone turistico, colorato e patinato, a suo modo sembrerebbe più vera. Alcuni passaggi mi hanno ricordato le riflessioni di un altro libro meritevole di lettura: Stupore e tremori di Amélie Nothomb dove le differenze tra Oriente e Occidente si fanno evidenti e la complessa struttura gerarchica di un'azienda non riesce a piegare la forza e la dignità di una donna non giapponese di nascita.

Il titolo italiano non è assolutamente evocativo quanto l'originale, un semplicissimo, tagliente "Out" (Fuori). L'autrice ci ricorda che per quanto ci piaccia dire che i loro treni sono sempre in orario, i Giapponesi, come ogni altro popolo in fondo, hanno le loro rogne, qui rappresentate dalle quattro protagoniste: prigioniere di maschilismo, pressione sociale, un lavoro monotono eseguito più che per necessità più che per desiderio autoaffermazione, delle famiglie che sono più pesi che sostegni.

Tuttavia, continuo a non digerire il finale.

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