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La ricetta proibita
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Grimwood, Jon Courtenay

La ricetta proibita

Roma : Newton Compton, 2013

Abstract: Nella Francia del diciottesimo secolo, Jean-Marie d'Aumout racconta la sua storia di orfano, cadetto, aristocratico, gastronomo e proprietario del primo zoo di Francia. Dalla povertà estrema all'incontro che gli cambierà la vita, dagli anni alla scuola militare al matrimonio con la sorella del suo migliore amico, d'Aumout ci narra dei suoi amori, della sua amicizia con il rivoluzionario americano Benjamin Franklin, della corrispondenza con Voltaire e del suo ruolo nella caduta della Repubblica di Corsica. Mentre la Francia comincia a cedere sotto i colpi della rivoluzione, Jean-Marie cerca rifugio in alchimie gastronomiche e ricette complicatissime, desideroso e allo stesso tempo spaventato dall'imminente distruzione e dalla rinascita della società che, lui spera, verrà subito dopo. Il viaggio di un uomo alla ricerca del sapore perfetto, tra la morte del Re Sole e la Rivoluzione Francese, l'ascesa dell'Illuminismo e la caduta dell'Ancien Régime.

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BARBARA PELATI
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mi è capitato tra le mani questo libro "la ricetta proibita" molto molto casualmente, il modo che preferisco. Normalmente non leggo romanzi storici, nel senso di romanzi ambientati in secoli passati ma scritti ora. Preferisco i classici del 700, per cominciare a conocere qualcosa del 700, o dell'800, per conoscere l'800, cioè scritti da contemporanei... ma devo dire che questo mi è piaciuto un bel po', mi mancano un'ottantina di pagine... ricorda "il profumo" di Suskind e, ma penso solo una sensazione mia personale, perchè a un certo punto parla di carbonai, il mio amato "barone rampante" il romanzo che mi ha aperto gli occhi a dodici anni su cosa poteva fare la letteratura...
siamo in Francia a fine settecento, seguiamo la vita di un ragazzino figlio di nobili molto decaduti e deceduti 8^) che si nutre prevalentemente di scarabei per non morire di fame, la cosa gli fa affinare le papille gustative... pretesto per descrivere la Francia di quel periodo, come il popolino o comunque il contado patisse una fame nera, morisse letteralmente di stenti nell'indifferenza della corte anzi nel totale disprezzo, le rivolte venissero spezzate senza pietà... e la corruzione della vita di corte, la vita scadente e miasmatica (neologismo, suppongo) a Versailles e così via, il protagonista cresce si sposa, si riproduce... e via discettando... ha il suo fascino, la scrittura non è particolarmente interessante ma il contenuto mi ha abbastanza catturato, lo consiglio! Continui riferimenti a Voltaire.

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