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Tutti i graphic journalism in biblioteca


 

OPERE | I am every woman

Liv Strömquist è una delle più note fumettiste svedesi ed è anche una popolare dj radiofonica. Inizia a disegnare fumetti a cinque anni e per tutta la vita il disegno è stato uno strumento di comunicazione innato, naturale, al punto che intorno ai vent’anni ha iniziato a fare della sua arte una professione. È un’attivista politica, si occupa di tematiche femministe e politiche di accoglienza. Il frutto della conoscenza, pubblicato da Fandango nel 2017, è tradotto in ventisei paesi; per Fandango sono usciti anche I sentimenti del principe Carlo (2018) e La rosa più rossa si schiude (2020).

I’m every woman nasce dalla riflessione sul famoso detto secondo cui dietro ogni grande uomo ci sarebbe sempre una grande donna, che rimane però relegata nell’ombra. Così, mordace e sfrontata, la giovane autrice inizia una ricerca in cui passa in rassegna testi storici, filosofici e sociologici, miti, testi sacri e serie televisive. Il fumetto parla di donne brillanti le cui vite hanno preso una brutta piega a causa di mariti e fidanzati altrettanto brillanti, ma incapaci di portar loro rispetto. Attraverso i suoi disegni Liv Strömquist lancia frecce avvelenate all’ordine patriarcale nel suo stile sempre ironico, pungente e insieme leggero e divertente, esplorando i dispositivi di dominazione che si annidano negli angoli più nascosti e impensati. Attacca i tabù, respinge le frontiere di ciò che è ritenuto socialmente indegno di essere discusso in pubblico e lo fa bene, meritandosi riconoscimenti prestigiosi come il premio per la satira Ankan assegnato dall’Expressen. Incarna oggi una delle penne più intelligenti e divertenti del fumetto contemporaneo.


 

OPERE | Quaderni ucraini

Fumettista dalla fine degli anni Settanta ma poi anche editore e musicista nonché sceneggiatore e regista italiano. In tempi meno eclatanti Igort, alias Igor Tuveri, aveva iniziato una personale indagine che adesso coinvolge tutti: già dal 2008, infatti, scrive e disegna i Quaderni ucraini. Verranno pubblicati due anni dopo e si offrono al pubblico come un vero e proprio reportage con le illustrazioni evocate dai lunghi soggiorni in Ucraina, Russia e Siberia. Il motivo di quel viaggio era stato tutt'altro, ovvero arrivare a comporre un libro su Čechov suo scrittore preferito; mentre visitava i luoghi attraversati dal grande romanziere, Igort si accorge però di inquietanti accadimenti e decide così di testimoniare l'attualità e le tragedie riguardanti le persone vive intorno a lui. I Quaderni narrano di ragazzi improvvisamente scomparsi dopo aver lavorato nelle centrali atomiche e di altri giovani senza sogni di futuro. Dai racconti dei personaggi più anziani, memori delle deportazioni degli anni Trenta, emerge la carestia inflitta da Stalin, viene chiamata holodomor la morte per inedia; la stessa minuziosa ricerca sulle fonti storiche supporta la narrazione emotiva legata alle carestie moderne dell'Ucraina ancora indipendente ma con le città assediate. Poi nel 2016 i Quaderni vengono di nuovo dati alle stampe, aggiornati con i molti episodi raccolti in Donbass e nei luoghi del conflitto interno al paese: una guerra non dichiarata ma non per questo, dice l'autore, meno spietata; si intrecciano le storie di soldati poco più che adolescenti, mandati a combattere senza addestramento e senza forza di disubbidienza.

Un diverso punto di vista 'geografico' ma dello stesso periodo è rappresentato dalle Pagine nomadi. Storia non ufficiale dell'Unione Sovietica dove a volte i fatti visti con i propri occhi si mescolano a un vissuto interiore; poi, sempre nello stile del graphic journalism, nel 2011 escono anche i Quaderni russi composti sulle tracce della giornalista russa Anna Politkovskaja, scomoda per le sue indagini sulla guerra in Cecenia e assassinata a Mosca nel 2006.

Dal taccuino al diario, con semplice carta e penna per fissare un evento, Igort ha compiuto i suoi viaggi dell'Est ma, in questo periodo di guerra in corso, si trova in Italia e riceve da molti parenti e amici ucraini telefonate piene di angoscia: lui traduce in disegni queste nuove "cronache dal telefono" rimanendo consapevole della rete di resistenza umana pronta a dargli voce.


 

AUTORI | Gianluca Costantini

Gianluca Costantini (Ravenna, 1971) è un fumettista italiano noto per le sue opere di graphic journalism, storie a fumetti con una impostazione giornalistica, tra cui Fedele alla linea e Libia . Oltre ad essere un artista è anche un impegnato attivista: dal 1993 al 2003 infatti ha pubblicato storie a fumetti e illustrazioni incentrate sulla decorazione e l’arte, mentre dal 2004 dedica la sua arte interamente ai diritti umani. Dal 2016 al 2020 accompagna le attività di DiEM25 Democracy in Europe Movement 2025, il movimento guidato da Yanis Varoufakis e collabora attivamente con l'artista cinese Ai Weiwei. Ha pubblicato graphic novel in Italia, Spagna e Francia e alcune illustrazioni per CNN. Attualmente insegna Arte del fumetto al biennio specialistico in Linguaggi del fumetto dell'Accademia di Belle Arti di Bologna.

Costantini esegue un lavoro giornalistico prima di realizzare le tavole a fumetti, poiché il disegno è fatto, nel suo caso, per illustrare le notizie di cronaca. Lo stile rinuncia sovente alla rappresentazione iperrealistica delle situazioni per cedere ad una semplificazione mirata a facilitare rapidità di lettura. Le sue illustrazioni sono state impiegate durante il HRW Film Festival di Londra e Toronto, al Geneva Summit for Human Rights and Democracy il FIFDH Festival dei diritti umani di Ginevra, il Festival dei Diritti umani di Milano e il Festival di Internazionale a Ferrara. Nel 2016 è stato accusato di terrorismo dal governo turco per i suoi disegni.


 

AUTRICI | Takoua Ben Mohamed

Nata a Douz in Tunisia nel 1991 e cresciuta a Roma, Takoua Ben Mohamed, graphic journalist e sceneggiatrice, disegna e scrive storie a fumetti volte alla promozione del dialogo interculturale ed interreligioso. Diplomata all’Accademia di cinema d'animazione di Firenze, studia giornalismo a Roma. All'età di 14 anni ha fondato "il fumetto intercultura" grazie agli studi in giornalismo e all'attivismo in associazioni giovanili, culturali e umanitarie di volontariato. Fin dall’adolescenza si è dedicata quindi al giornalismo a fumetti, sempre con l’obiettivo di raccontare, attraverso le sue tavole, realtà a molti sconosciute come risposta a una narrativa dei mass-media spesso viziata da semplificazioni e stereotipi.

Takoua Ben Mohamed riesce a raccontare, con la semplicità dei disegni, temi anche molto complessi. Il personaggio che l’ha resa famosa è una ragazza allegra e ironica che porta il velo e vive buffi equivoci e discriminazioni. Alla sua creatura di carta non ha voluto dare «nome, cittadinanza né luogo di origine perché ognuno, in ogni parte del mondo, si può identificare in lei». Le sue strisce sono state raccolte nel libro Sotto il velo. Con La rivoluzione dei gelsomini Takoua Ben Mohamed ripercorre il viaggio che l'ha portata dalle porte del deserto del Sahara alla periferia di Roma racconta la storia di una delle tante bambine che, nate o cresciute in Italia da genitori non italiani, molti si ostinano ancora a definire straniere. Recentemente è stato pubblicato Il mio migliore amico è fascista, storia contro i pregiudizi, ironica e mai banale, che riesce a raccontare in maniera semplice la complessità delle nostre società, intrecciando perfettamente quotidiano e questioni politico-sociali.


 

CASE EDITRICI | Beccogiallo Editore

BeccoGiallo è una casa editrice italiana specializzata nella produzione e nella pubblicazione di libri a fumetti. Nata nel 2005 in provincia di Treviso, oggi è attiva a Padova. Il suo nome è un omaggio alla coraggiosa esperienza editoriale del foglio satirico antifascista “Il Becco Giallo”, che negli anni Venti del secolo scorso utilizzava il disegno – assieme all’inchiesta giornalistica scritta – per criticare e incalzare il Potere: il suo simbolo era un merlo nero, con il becco sempre aperto a voler gridare le verità che si volevano invece a quel tempo negare. Con le sue prime pubblicazioni, dedicate ai più dolorosi fatti di cronaca italiana, come l’uccisione per mano mafiosa del giovane giornalista e attivista Peppino Impastato, o quelle dei giudici palermitani Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, e con la ricostruzione in chiave giornalistica di eventi che hanno scosso l’opinione pubblica e segnato per sempre la storia del nostro Paese, come le vicende di Piazza Fontana, Piazza della Loggia e La strage di Bologna, l’uccisione della giornalista Ilaria Alpi e quella del poeta e regista Pier Paolo Pasolini, o con le inchieste a fumetti legate alla storia nazionale più recente, come i fatti del G8 di Genova nel 2001, la casa editrice si è guadagnata il premio come Migliore Iniziativa Editoriale dell’anno a Lucca Comics & Games 2007 “per l’impegno, la coerenza e il coraggio dimostrato in un contesto politico e sociale dove è diventato troppo facile dimenticare.”

BeccoGiallo pubblica oggi una ventina di titoli all’anno, distribuiti nelle sue diverse collane, dal Graphic Journalism ai libri pensati per i bambini, dalle biografie alla fiction, fino al nuovo mondo dei Webcomics. Mette inoltre al servizio di istituzioni e imprese la sua decennale esperienza nel lavoro editoriale, con il linguaggio del fumetto, per la progettazione e lo sviluppo di strumenti dedicati per la divulgazione a fumetti di temi, ricerche e iniziative in linea con la filosofia della casa editrice.


 

OPERE | Il fotografo

Il libro, scritto a più mani, racconta l’esperienza del fotografo Didier Lefèvre in Afghanistan nel 1986 durante il conflitto con l’Unione Sovietica. La sua particolarità è quella di utilizzare il connubio tra le fotografie realmente scattate durante il reportage nell'Afghanistan dell'occupazione sovietica ai disegni che raccontano la storia dietro ogni scatto. Si tratta di un esperimento innovativo e per certi versi rivelatorio. È un vero e proprio romanzo illustrato che racchiude al suo interno fortissime incursioni di realtà. La narrazione e l'impaginazione, rigorose e lontane dalla ricerca stilistica a tutti i costi, sono pienamente a servizio della resa di ambienti, personaggi ed emozioni.

“È in effetti un’opera straordinaria. La memoria di una guerra particolare e di un capitolo particolare dentro quella guerra, tuttavia capace di rendere l’idea della guerra di sempre e dei nostri giorni con una vivacità e vividezza inedite.”


 

OPERE | Tributo alla terra

Uno dei padri del giornalismo a fumetti mette la propria arte e il proprio mestiere al servizio di una storia che merita di essere raccontata. Quella dei Dene, popolo che da sempre vive nei territori sconfinati del Canada, tra boschi e ghiaccio. E che da quando è stato raggiunto dai coloni europei non ha più conosciuto la pace. Joe Sacco racconta la storia dei Dene dall’epoca in cui la nascente nazione del Canada strappò loro le terre in cui vivevano da generazioni per una misera manciata di dollari, agli anni dei collegi cattolici in cui i giovani indigeni venivano rinchiusi e sottoposti a lavaggio del cervello per cancellare ogni traccia della loro identità, sino ai giorni odierni in cui le attività minerarie e petrolifere ne stanno devastando territori e risorse vitali. L’empatia di Sacco, la sua capacità di soffrire insieme ai Dene e riversare sulla pagina tale sofferenza, è l’ingrediente che eleva l’opera da semplice inchiesta a ennesimo capolavoro del graphic journalism a firma dell’autore di Palestina e Gorazde.

Tributo alla terra è un’opera curata sotto tutti i punti di vista, sia per quanto riguarda gli aspetti giornalistici sia per la resa grafica. I temi trattati, che esulano dal giornalismo mainstream, meritano di essere portati all’attenzione del pubblico. L’autore rivolge a tutti un invito: riflettere sulla maggior comprensione che la razza umana dovrebbe avere nei confronti dell’ambiente e di se stessa. Come gestiamo il nostro pianeta? Come gestiamo il nostro futuro? Sono domande che emergono con prepotenza da un’opera di giornalismo grafico di altissimo livello. Quesiti che si rivolgono in particolare ai più giovani nella speranza che, quando il futuro della Terra sarà affar loro, non commettano sempre gli stessi errori di chi li ha preceduti.